È veramente insostenibile la situazione che si sta vivendo in questo inizio di 2015 a L’Aquila.
La scorsa settimana alcuni cittadini lamentavano di quartieri completamente al buio per diverse notti con tutti i disagi del caso.
Ad oggi si segnala che da venerdì 23 gennaio u.s., i semafori all’incrocio tra via Aldo Moro e via Caduti di via Fani, quelli all’incrocio via S. Sisto / via Guglielmo Marconi e i due agli incroci via S. Giuliano / via Carlo Confalonieri e via Ugo Piccinini / via Carlo Confalonieri, risultano lampeggianti, uno addirittura spento, creando estremo pericolo sia per gli automobilisti sia per i pedoni che tentano di attraversare, su strade densamente trafficate.
A questo si può aggiungere che in data 30 gennaio u.s., per pochi millimetri di pioggia caduti, molte strade presentavano grosse e talora profonde buche a causa dell’asfalto saltato con rischio notevole per automobilisti e, ancor di più, per i conducenti di mezzi a due ruote. Se ne citano alcune: immissione da via Beato Cesidio su via Raffaele Paolucci, via Madonna di Pettino, confluenza di via Peltuinum su via Antica Arischia.
Non parliamo poi di quello che è accaduto per pochi centimetri di neve caduti in serata: code a non finire a causa di molte auto che intasavano il traffico perché irresponsabilmente non fornite di gomme termiche e quindi ferme lungo le strade per il montaggio delle catene o, peggio ancora, senza neanche quelle. Aggiungiamo il rischio per gli stessi autisti che al buio, lungo strade trafficate, scendono dall’auto per montare le catene.
Si può parlare anche delle auto che sfrecciano impunemente a tutta velocità lungo le strade urbane senza considerazione per attraversamenti pedonali, uscite delle scuole e quant’altro. Un autovelox, installato in prossimità del MUSP della scuola primaria “Celestino V” per tutelare la sicurezza dei piccoli scolari, ‘giace’ rovesciato a terra da molte settimane mentre le auto in transito corrono e si sorpassano tra loro anche all’altezza della scuola.
Un’altra ‘chicca’ sono le auto parcheggiate sui marciapiedi, dovunque e comunque, un nostro ‘antico’ malcostume che si fa beffe di chi i marciapiedi li usa; soprattutto alcune categorie di pedoni: adulti che portano i loro figli in carrozzina e passeggino costretti a fare continui saliscendi per aggirare auto e furgoni parcheggiati dove capita, anche in prossimità degli incroci; utenti diversamente abili che con la loro carrozzella sono costretti a muoversi in pianta stabile sulle corsie delle macchine perché impossibilitati a praticare gli stessi marciapiedi per colpa delle auto che li occupano e per la mancanza di scivoli a norma.
E l’elenco potrebbe essere ancora lungo.
Ciò premesso si chiede alle Amministrazioni competenti: non sarebbe più semplice fare controlli regolari e una manutenzione ordinaria e coscienziosa, sicuramente meno dispendiosa, anziché dover correre sempre a mettere ‘una pezza’ in un continuo stato di emergenza, con la viabilità cittadina abbandonata al degrado più totale?
Forse non ci si rende conto che questo stato di continuo oblìo gestionale a cui la città sembra abbandonata dà l’impressione, a chi ci guarda dall’esterno, di un provincialismo di bassissimo livello, in cui i problemi principali sembrano essere i vari gossip del momento, un po’ come se fossimo in un piccolissimo centro dove non accade nulla di particolarmente interessante e ogni pettegolezzo è buono per rompere la monotonia di sempre con lo “scoop” del secolo. Non sarebbe forse il caso di ridare priorità ai veri problemi, alle piccole ma importanti cose che fanno la differenza tra una città vivibile e presentabile e una città sciatta e trascurata; e la manutenzione delle strade è una di queste.
Forse abbiamo un po’ tutti la necessità di uno scatto di orgoglio, amministratori e cittadini, e anche di un po’ di amor proprio perché i disservizi e i disagi che abbassano la qualità della vita del nostro quotidiano riguardano direttamente ciascuno di noi.

Giacomo Ricario

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