L’AQUILA – Stamane, presso lo stabilimento Finmek di Pile, i rappresentanti sindacali di Fiom- Cgil, Fim-Cisl e Uilm, alla presenza dei lavoratori, hanno tenuto un’assemblea per discutere delle iniziative da adottare contro la decisione presa dal governo di mettere in liquidazione l’azienda. All’incontro era presente anche il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.

La notizia è diventata ufficiale qualche giorno fa: il tribunale di Padova avrà tre mesi di tempo, a partire dall’1 luglio, per trasformare l’attuale commissariamento del gruppo Finmek, sulla base della legge Marzano, in commissariamento per liquidazione.

Da fine settembre, quindi, i due stabilimenti dell’Aquila e di Sulmona saranno posti in liquidazione e circa 300 lavoratori (di cui quelli del polo aquilano sono circa 180) perderanno il posto.

In un’assemblea partecipata ma piuttosto silenziosa, i delegati sindacali hanno parlato anzitutto di ammortizzatori sociali. Per i lavoratori della Finmek (non per tutti, però: circa una sessantina di loro non ne avrà diritto) si aprirà ora un periodo di cassa integrazione (che durerà fino alla fine di settembre) a cui farà seguito un anno di mobilità.

“Nella lunga trattativa che ha interessato gli stabilimenti Finmek dell’Aquila e di Sulmona” ha detto Gino Mattuccelli della Cisl “dobbiamo constatare, purtroppo, lo scarso peso avuto da politici e istituzioni locali e dai parlamentari abruzzesi, benché molti di loro abbiano anche partecipato alle nostre battaglie. Molte sedi del gruppo Finmek situate al Nord sono state salvate o comunque si è riusciti a ricollocare il personale, mentre qui da noi si mette in liquidazione l’azienda. E’ evidente che la questione è politica”

Più duro, invece, l’intervento di Clara Ciuca, della Uil: “E’ sconcertante il silenzio delle istituzioni locali e della Regione su questa vicenda. Dove sono, oggi, i politici che 8 anni fa salivano sui tetti con gli operai? Perché non si è concretizzata nemmeno una delle tante manifestazioni di interesse avanzate in questi anni da altre aziende? La verità è che Comune, Provincia e Regione, destra e sinistra, ci hanno abbandonato. Abbiamo perso una guerra senza nemmeno combattere una battaglia”.

“Bisogna convocare al più presto un’assemblea aperta con i lavoratori, il commissario del gruppo Finmek e tutte le altre istituzioni per vedere se sarà possibile ricollocare a livello occupazionale i lavoratori” ha detto Alfredo Fegatelli, della Fiom Cgil. “Inoltre, a fronte della nuova riforma delle pensioni varata dal Governo, bisognerà tutelare in particolar modo le lavoratrici Finmek interessate dalle nuove norme”.

L’analisi di Fegatelli si è spinta più in là: “Dopo il terremoto, per i lavoratori Finmek dell’Aquila non è stato approntato nessun provvedimento straordinario, come sarebbe stato giusto vista la situazione. Per loro sono state prese misure ordinarie, come se qui il terremoto non ci fosse mai stato. La zona franca” ha affermato Fegatelli “così com’è rischia di non avere nessuna utilità. Sarebbe meglio puntare sul credito d’imposta”.

Massimo Cialente si è detto favorevole a quest’ultima proposta come incentivo da adottare per attrarre investimenti e ha promesso che convocherà al più presto un tavolo con tutti i soggetti interessati, dai sindacati ai rappresentanti dell’azienda ai commissari per la ricostruzione. “In questo momento” ha detto il sindaco “creare opportunità di lavoro all’Aquila è un’impresa impossibile, disperata, perché mancano le condizioni favorevoli ad attrarre investimenti. Alcune imprese avevano detto di essere disposte a venire qui per rilevare lo stabilimento ma hanno ricevuto richieste troppo onerose da parte di Finmek e così hanno rinunciato A questo punto vorrei chiamare in causa anche i commissari e i vice commissari alla ricostruzione, dal momento che a governare questo territorio ci sono anche loro. La legge 77, quella per il terremoto, prevede espressamente delle misure per rilanciare la competitività delle zone colpite dal sisma. E’ una legge dello stato, andrebbe applicata. Noi ci batteremo fino all’ultimo ma una soluzione vera potrà trovarla solo la politica”

(R. C.)

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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