L’AQUILA –  “La legge approvata oggi all’unanimita’, grazie al lavoro della maggioranza, del Presidente della Commissione Agricoltura Prospero e con il sostegno fattivo delle forze di opposizione, e’ tra le prime in Italia a regolamentare un nuovo ambito di intervento, ossia quello dell’agricoltura sociale, ponendo l’Abruzzo all’avanguardia in questo contesto culturale e sociale”. E’ quanto affermano Riccardo Chiavaroli, Emilio Iampieri e Walter Di Bastiano consiglieri regionale del PDL e ideatori della legge approvata.

L’agricoltura sociale – affermano i tre promotori della legge – e’ una forma di agricoltura che in modo continuativo, a richiesta e su accordo con i soggetti titolari delle attivita’ sociali, puo’ fornire oltre all’attivita’ agricola, servizi rivolti alle varie fasce vulnerabili e/o svantaggiate della popolazione. Secondo le indicazioni della legge regionale – sostengono Chiavaroli, Iampieri e Di Bastiano – la “fattoria sociale” diventa quindi centro di servizi sociali dove la coltivazione dell’orto, la cura degli animali, il ciclo biologico e naturale, offriranno stimoli nuovi per interventi di socializzazione, di formazione, di supporto all’educazione.

“Queste esperienze – proseguono i tre consiglieri regionali – comunemente indicate con l’espressione ‘agricoltura sociale’, affondano le loro radici nella caratterizzazione stessa dell’attivita’ agricola (prima attivita’ dell’uomo, immersa nei valori come la famiglia, la solidarieta’, il contatto con la natura e con i suoi ritmi) e nella peculiare continuita’ famiglia-azienda, per esaltarne il carattere sociale e proporsi come luogo per l’integrazione nell’agricoltura di pratiche rivolte alla terapia e alla riabilitazione dei diversamente abili, all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale di soggetti svantaggiati, all’offerta di servizi educativi, culturali, di supporto alle famiglie e alle istituzioni didattiche”.

“Tali scelte pertanto – dicono in conclusione i proponenti – rientrano appieno in quella concezione di sviluppo rurale che e’ stato efficacemente individuato come ‘nuovo modello di welfare locale’ finalizzato allo sviluppo di attivita’ e prestazioni socio assistenziali che vanno ad arricchire la rete locale dei servizi e delle opportunita’ sociali evitando quanto piu’ possibile la ‘istituzionalizzazione’ dei pazienti o dei beneficiari degli interventi”.

Passa all’unanimità risoluzione su Arit

Nella seduta odierna del consiglio regionale e’ stata approvata all’unanimita’ anche la risoluzione bipartisan (firmata da Argiro’, Ricciuti, Ruffini ed altri,) sull’Arit che impegna la Regione Abruzzo ad assumere tutti i provvedimenti necessari affinche’ l’agenzia regionale per l’informatica venga utilizzata per offrire servizi informatici alla stessa Regione Abruzzo, alle Asl, agli Enti strumentali regionali nonche’ a tutti gli Enti Locali (Province, Comuni, Comunita’ Montane, Enti vari).

“Siamo soddisfatti” dice Ruffini “grazie al lavoro comune svolto in II e IV Commissione si e’ potuto valutare meglio le potenzialita’ dell’Arit. Inoltre una visita alla stessa struttura insieme ad altri colleghi consiglieri ha permesso a tutti di studiare delle soluzioni per rilanciare questa azienda regionale.” Secondo Ruffini rilanciare l’Arit era un dovere della Regione Abruzzo in quanto nella struttura sono stati investiti diversi milioni di euro pubblici, ma soprattutto l’Arit andava rilanciata perche’ la Regione puo’ ottenerne solo dei vantaggi. Parliamo – dicde il consigliere – di un consistente risparmio nel bilancio regionale, della valorizzazione dei nostri cervelli e delle nostre migliori professionalita’, di una maggiore occupazione e stabilita’ professionale per i dipendenti. “Sono convinto che l’Arit costera’ meno dei servizi dei privati che spesso le Direzioni regionali utilizzano in campo informatico” spiega Ruffini “inoltre era per noi doveroso dimostrare ai cittadini abruzzesi che l’Arit non stava per diventare uno dei tanti carrozzoni che consuma soldi sulle spalle dei contribuenti.” L’Arit puo’ quindi guardare al futuro con maggiori prospettive, cosi’ come i suoi dipendenti, che avranno l’occasione per mettere all’opera le proprie professionalita’ ed auspicare in un percorso che li veda non piu’ precari a vita e soprattutto si auspica che venga completata la pianta organica con le figure tecniche attingendo dai concorsi gia’ espletati. “Ci auguriamo che la Giunta” conclude Ruffini “ed in modo particolare gli assessori Castiglione e Carpineta adottino subito le misure per affidare all’Arit i servizi dell’Ente regione e di tutti i suoi enti strumentali”.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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