L’AQUILA – “Chiodi non ha alcuna giustificazione. I pronunciamenti dei giudici del Tar sanciscono di fatto l’illeggittimità del suo operato e dimostrano che le sue scelte di  politica sanitaria sono fallimentari”. Lo ha detto il consigliere regionale di Sel, Franco Caramanico. “E il fatto di correre a Roma ogni qualvolta si trova di fronte a una disconferma, non è certo un comportamento all’altezza dei suoi compiti. Già da tempo abbiamo sostenuto, con un emendamento in Finanziaria,  la necessità che Chiodi restituisca dignità al consiglio regionale, mettendo l’assemblea  in condizione di decidere su una materia, come la sanità, che il Governatore ritiene di poter chiudere nelle sue mani. Per Chiodi non ci sono scuse: le leggi per ripianare il debito sulla sanità e per dare efficienza alle strutture ospedaliere ci sono e sono estremamente valide”. “Come scrivono i giudici del Tar – prosegue Caramanico – “il piano sanitario regionale avrebbe dovuto costituire la stella polare dell’azione commissariale” e invece Chiodi ha fatto di testa sua e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: la mobilità passiva aumenta  e il sistema sanitario dimostra tutti i limiti di una programmazione che punta a scarnificare l’offerta di servizi invece di incrementarla”. “Chiodi continua a scaricare sui piccoli ospedali i problemi e i debiti della sanità regionale, mentre invece i dati dimostrano che  le strutture ospedaliere periferiche incidono per 4-5 milioni di euro a fronte del 2 miliardi e mezzo di spese annuale. Il  Governatore – osserva – cerca alibi sostenendo che il numero dei piccoli ospedali e spropositato ma si guarda bene dal fare cenno  alle  13 strutture private che fanno dell’Abruzzo, in percentuale, una delle regioni con il più alto numero di cliniche in Italia. I piccoli ospedali, come sostengono  i giudici, “sono una fondamentale risorsa per l’economia e la loro chiusura appare beffarda per le comunità di riferimento”.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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