L’AQUILA – Il Tar dell’Aquila ha stabilito che Abruzzo Engineering è da considerare una società pubblica in house della Regione ed in quanto tale può avere affidamenti diretti dall’ente regionale. Lo stabilisce una sentenza dei giudici del Tribunale amministrativo dell’Aquila (Cesare Mastricola presidente, Paolo Passoni consigliere-estensore, Alberto Tramaglini consigliere), ai quali si era rivolta la Spa, che hanno accolto il ricorso dell’azienda presentato dopo che la Regione Abruzzo aveva pubblicato un bando sul Guce (Gazzetta ufficiale comunità europea) “per l’affidamento di attività di assistenza tecnica e consulenza per l’approfondimento delle condizioni di fattibilità di interventi nel territorio aquilano identificati con il progetto di territorio 1 e per la progettazione di opere di infrastrutturazione in essi ricomprese”.

Il bando era già stato sospeso dal Tar nel novembre scorso. Ae, il cui pacchetto azionario è controllato al 60% dalla Regione, al 30% da Finmeccanica e al 10% dalla Provincia dell’Aquila, ha motivato il ricorso con il fatto che si doveva procedere all’affidamento diretto. Ae conta circa 200 dipendenti, ed attualmente è in liquidazione per volere del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, come azionista di maggioranza. “La società ricorrente Abruzzo Engineering spa, quale organismo in house della Regione – scrivono i giudici -, lamenta di essere stata illegittimamente emarginata dall’affidamento diretto di tale attività, che la Regione avrebbe destinato al mercato tramite gara, senza alcuna motivazione dopo una infruttuosa trattativa inspiegabilmente interrotta con la stessa società ricorrente”.

Giovanni Lolli in relazione alla sentenza del Tar su abruzzo engineering

La sentenza del TAR su Abruzzo Engineering chiarisce inequivocabilmente la natura della società come società in house della Regione Abruzzo. Chiarisce inoltre non solo che si possano, ma che si debbano affidare a questa società le attività relative ai settori in cui ha competenza e previsti da un’apposita legge regionale, la numero 34, che a questo punto deve essere pienamente rispettata.

Visto gli sforzi che si stanno compiendo per il risanamento della società e la disponibilità messa in campo dal Comune e dalla Provincia dell’Aquila, che in questi mesi hanno impegnato in attività relative alla ricostruzione più di cento dipendenti della società stessa (con risultati ottimi che dimostrano aldilà delle chiacchiere la professionalità e la serietà dei dipendenti) è arrivato il momento di porre, senza più preoccupazioni o alibi, il problema di tutti i 189 lavoratori di AE.

A questo punto, cadute anche le sue legittime preoccupazioni, chiedo al Presidente Chiodi, senza nessuna polemica, di organizzare un tavolo che possa realmente assicurare un rilancio della società partendo dal piano industriale che lui stesso aveva sottoscritto, al quale collegare le attività straordinarie relative alla ricostruzione e la scommessa della riduzione del digital divide al meno per la provincia dell’Aquila.

Io credo ci siano le condizioni per trovare una soluzione positiva per la crisi industriale di AE, che permetta di intervenire sui debiti accumulati non certo per colpa dei dipendenti e di valorizzare le professionalità presenti nella società in maniera più corretta e più utile per la Regione Abruzzo e le altre amministrazioni pubbliche.

Pezzopane su Abruzzo Engineering: ennesima brutta figura di Chieti

“La sentenza del Tar dell’Aquila sulla societa’ Abruzzo Engineering, con la quale si ribadisce la natura in house della societa’ e si invita la Regione ad affidarle le commesse, costituisce l’ennesima brutta figura del presidente Gianni Chiodi e del centro destra alla guida della Regione”.
Questo il commento dell’assessore comunale Stefania Pezzopane a seguito del pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale.


“Il Tar non solo ribadisce che la societa’ e’ in house – ha proseguito l’assessore – ma costringe la Regione ad affidarle i lavori. Abruzzo Engineering esce da questa brutta storia a testa alta e legittimata ulteriormente a proseguire il proprio cammino. Non cosi’ il presidente Chiodi che, in piu’ occasioni, non solo aveva messo in discussione il fatto che la societa’ fosse in house, ma l’aveva addirittura definita un carrozzone accusando i 200 lavoratori in cassa integrazione e a rischio di licenziamento, di difendere dei privilegi e non dei diritti.
Ora l’unico risarcimento che puo’ fornire Chiodi e’ chiedere scusa agli abruzzesi per la cantonata che ha preso e richiamare immediatamente al lavoro chi il lavoro rischia di perderlo per colpa della sua arroganza. Inoltre, da commissario, Chiodi inserisca immediatamente Abruzzo Engineering nella filiera della ricostruzione, a pieno titolo e non surrettiziamente attraverso la buona volonta’ del Comune dell’Aquila che, ricordo, ha temporaneamente assorbito circa 100 dipendenti della societa’. Alla Provincia dell’Aquila – conclude Stefania Pezzopane – chiedo infine perche’ abbia appoggiato, nel consiglio dia amministrazione, la volonta’ della Regione di mettere in liquidazione una societa’ che non solo non andava liquidata ma a cui, come ribadisce il Tar, devono anzi essere necessariamente affidati dei lavori”.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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