L’AQUILA – Gianluca Bucci è l’unico abruzzese ad entrare nel novero dei 19 professionisti d’Italia certificati Professional Coach altissimo livello “Real Result Coaching” da Roberto Cerè – docente internazionale di Pnl, allenatore mentale di “nomignoli” come Gucci, Ferrari e Benetton. Con lui la sua socia Guity Mohammadi.

Dopo un anno denso di esperienze che si sono concluse a novembre, con la Maratona di New York e la pubblicazione del libro “Come imparare dai tuoi errori e avere successo” presentato a Milano con Hoepli, rientra all’Aquila come eccellenza del Coaching. Un primato per l’Abruzzo e specificatamente per il suo Capoluogo.

Gianluca Bucci, 49 anni, 2 figli, è laureato in Matematica, è coach e trainer titolare della Iternovit srl di L’Aquila. Dal 2013 è Presidente della Sezione Servizi e Terziario Avanzato di Confindustria L’Aquila.

L’INTERVISTA

L’Aquila, la Maratona di New York e l’iter novit di Gianluca Bucci
Un aquilano partecipa alla Maratona di New York, tempo di percorrenza 4,50 ore: un buon passo per la prima maratona della sua vita. E fin qui il fatto potrebbe non essere eccezionale, ma se il “Nostro” è andato per “fare Impresa” (non un’impresa), poi pubblica il suo primo libro, e alla fine porta a casa la certificazione Professional Coach di altissimo livello “Real Result Coaching” del ben più noto Dr Cerè – allenatore mentale di “nomignoli” come Gucci, Ferrari e Benetton – che lo attesta insieme all’altro suo socio come unica coppia abruzzese dei 19 professionisti selezionati in tutta Italia, bèh, allora la notizia c’è.
“La strada cambia” recita il playoff della sua Iternovit – srl nata 10 anni fa non certo in odore di un titolare maratoneta – profetico di questi mala tempora durante i quali gli imprenditori stanno tenendo forte la drizza nella tempesta di sconvolgimenti senza precedenti. Soli come non mai e con una sola regola: la certezza che nulla è scontato e che, al contrario, il percorso è erto e periglioso.
Ed è questo il momento in cui emergono i migliori imprenditori: quelli che sanno adattarsi all’innovazione e alle velocità di cambiamento, in molti hanno un coach in casa…

“Su quel ponte prima di Manhattan, al Queensboro, all’improvviso sei solo, le migliaia di persone che ti seguivano sono scomparse, non vedi più nessuno, solo km di salita e discesa. Silenzio totale: un macigno. Vento freddo che sferza, tacchettio di scarpe, fiatoni. Una valanga enorme di forze che restano separate, individuali, che non si mescolano ma ti lasciano solo, con i tuoi pensieri, con quello che hai dentro. E sei quasi al 30esimo km: è la prima volta che ci arrivi, ed è la prima volta che decidi, perché devi farlo, di andare oltre, non sai di cosa sia fatto quell’andare oltre, non l’hai mai superato.
Ma in cuor tuo vuoi la medaglia, sai che c’è un premio dietro quella medaglia: essere in Italia un Professional Coach di altissimo livello. E vai, vai, vai avanti, correndo con il cuore insieme alle gambe.
E la Maratona di New York cosa c’entra con il tuo primato di unica coppia abruzzese “tra i 19 d’Italia”?

Adesso, quando entro in un’azienda come coach so esattamente quello che posso ottenere insieme all’imprenditore e cosa prova lui quando lo metto ad allenarsi, gli dò un programma, gli chiedo di correre su quel ponte, di saper sentirsi solo… di andare oltre, oltre il 30esimo km dopo il quale io non ero andato mai e che ho deciso di superare solo nel momento in cui mi ci sono trovato davanti. Quando ho visto il mare di gente, ai lati del percorso subito dopo la curva a gomito di First Avenue, che era lì ad aspettarci a fine ponte, ho toccato con mano che non avevo corso solo, che quelle persone avevano corso con me, ma semplicemente io non le avevo più viste. Il ponte è l’emblema delle difficoltà
durante un percorso perché non puoi pensare che nella vita non becchi un ponte: se, però, durante la simulazione della maratona riesci a visualizzare un percorso prima di intraprenderlo, capisci che essere in un momento di difficoltà deve esistere e che, anzi, non esiste che accada il contrario. E’ un passaggio interiore fondamentale.

Per un imprenditore provare, andare oltre, programmare, orientarsi all’obiettivo è un’impresa impossibile se non si allena: e lo comprendo più che mai adesso, con alle spalle 2 anni di prove di ogni genere.
Avevo provato qualcosa di simile durante il corso di sopravvivenza, ma con la maratona l’ho capito per sempre.
Ecco perché ero lì a NewYork: la mia penultima fatica del percorso di Real Result Coaching, una specie di chiusura in bellezza, ma pur sempre una dura prova.
Il coaching praticato a questi livelli serve a dimostrare che si può riuscire ad ottenere prestazioni eccezionali anche in condizioni esasperate: tutti sanno guidare una nave quando il mare è calmo e tutti sanno fare i coach in un’azienda che va a gonfie vele.

e il libro? Il mistero si infittisce…

Il libro si intitola “Come imparare dai tuoi errori e avere successo” e rappresenta la tappa finale del percorso Real Result Coaching RRC. E’ stato scritto per essere redatto e riempito dai lettori: mi spiego. Ci sono molti esercizi, cioè parti da compilare di proprio pugno che, alla fine, costituiscono il manuale personale di come siamo, di come reagiamo agli errori. Insegna ad isolare l’errore, che decontestualizzato risulta anche più gradevole, e soprattutto a dargli valore. Abbiamo presentato il libro lo scorso novembre a Milano con Hoepli, la libreria più grande sul territorio nazionale, e nei prossimi mesi saremo in giro per l’Italia, Abruzzo compreso.

Condivisione.

Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

  • Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666
  • Direttore responsabile: Christian De Rosa
  • Editore: Studio Digitale di Cristina Di Stefano
  • Posta elettronica:
  • Indirizzo: Viale Nizza, 10