L’AQUILA – Accolta la tesi difensiva. Sono stati assolti, per non aver commesso il fatto, gli imputati nel processo relativo al crollo di un muro all’interno dell’ospedale dell’Aquila. L’accusa era di disastro colposo. Un’accusa grave che non ha retto al dibattimento processuale.

Il giudice unico Giuseppe Grieco nell’odierna udienza aveva preso atto della morte avvenuta qualche giorno fa di Gaspare Squadrilli (progettista strutturale) , uno degli imputati per disastro colposo insieme a Michele Tundo, Domenico Cicccioppo e Luciano Rocco, a vario titolo, componenti della commissione di collaudo nominata nel 1979, direttori di cantiere di realizzazione dell’opera. Nella sentenza il giudice pronuncera’ la formula del non doversi procedere per avvenuta morte nei confronti di Squadrilli. 

Il processo, una ‘costola’ di altri procedimenti relativi a cedimenti avvenuti nell’ospedale, ruotava attorno al crollo dell’unico muro dove era stata poggiata la pesante insegna formata dalle lettere che compongono la scritta ‘ospedale civile’. Un lavoro eseguito una dozzina di anni fa. Il pm Fabio Picuti aveva chiesto un anno e mezzo di reclusione per tutti tranne che per Rocco, da lui considerato estraneo ai fatti. 

Il tutto a fronte della requisitoria che fu durissima visto che parlo’ di ‘colonne realizzate a occhio’ e di un’opera pubblica conclusa dopo 20 anni dall’avvio dei lavori con una spesa che oggi sarebbe di cento milioni di euro.


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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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