L’AQUILA- Incompatibilità per il consigliere comunale dell’Udc Piero Di Piero. Lo ha stabilito il consiglio comunale poco fa a maggioranza (i sì sono stati 23), dopo un’articolata discussione su come dovesse essere espresso il voto, se cioè in maniera palese o segreta. E’ prevalsa la prima opzione. Di Piero è incompatibile per via della  cosiddetta legge Barca, dal momento che è un architetto impegnato nella ricostruzione e come tale ha elaborato e firmato numerosi progetti. Per questo, secondo il voto di stasera, non può essere consigliere comunale. Nel dibattito è intervenuto anche Ettore Di Cesare di Appello per L’Aquila, che ha citato altre situazioni che, a suo parere, è potrebbero configurare l’ incompatibilità “vedi il consigliere Palumbo”, ha affermato Di Cesare. Enrico Verini ha invece messo sull’avviso l’assemblea invitandola a non avviare “una caccia alle streghe”.

IL COMUNICATO DEL COMUNE

Il Consiglio Comunale ha preso atto della sentenza del Tribunale amministrativo regionale in riferimento all’eleggibilità e alla convalida dell’elezione del consigliere Enrico Verini e alla contestuale decadenza del consigliere Tonino De Paolis (gruppo Pd). Il consigliere Verini ha dichiarato la propria adesione al gruppo Fli.

L’assemblea si è quindi determinata (15 voti favorevoli, 8 contrari, 3 di astensione) nel senso di adottare provvedimenti alla luce delle disposizioni contenute all’articolo 67, comma 11, del decreto legge numero 83 del 2012, vale a dire l’emendamento al cosiddetto “decreto Sviluppo” che contiene le norme per la ricostruzione della città dell’Aquila e del cratere sismico, nella parte del dispositivo che stabilisce le condizioni di incompatibilità tra le cariche elettive nell’ambito di Regione, Province e Comuni ricadenti nei territori interessati e le figure di progettisti, direttori dei lavori, amministratori di condominio, presidenti di consorzi o comunque connesse ad attività legate alla ricostruzione. Alla luce del provvedimento adottato dal Consiglio e ai sensi dell’articolo 69 del Tuel (Testo unico degli enti locali) coloro che si trovano nelle condizioni di incompatibilità indicate dalla legge hanno 10 giorni di tempo per presentare all’assemblea le proprie osservazioni o per eliminare le cause di incompatibilità. Decorso questo termine il Consiglio delibererà definitivamente e, ove dovesse ritenere sussistente la causa di incompatibilità, inviterà formalmente a rimuoverla. Qualora non si provveda entro l’ulteriore termine di 10 giorni dichiarerà formalmente la decadenza. Contro la deliberazione adottata in quest’ultimo caso è ammesso ricorso giurisdizionale al tribunale competente per territorio. In particolare il Consiglio ha formalmente ravvisato le condizioni ricadenti nella disposizione di legge in riferimento alla posizione del consigliere comunale Piero Di Piero, capogruppo Udc.

 

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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