L’AQUILA- Sembra certo, anche se il condizionale è d’obbligo. Nella sua ultima missione a Roma, il sindaco Massimo Cialente avrebbe chiesto a Barca di mantenere in servizio i seicento precari che lavorano alle pratiche della ricostruzione.

Una proroga di almeno tre mesi, che il sindaco pensa sia il tempo necessario perché il concorsone abbia i suoi effetti con le prime assunzioni dei 300 a tempo indeterminato. Soltanto così, dice Cialente, è possibile evitare il rischio, nient’affatto teorico, che la ricostruzione si fermi. Perché, è questo il ragionamento, dopo che si sono sistemate le cose con la ‘filiera’ che resterà ancora in campo per la valutazione dei progetti, senza personale adatto e già in possesso di un’esperienza consolidata, chi manderà avanti le pratiche? E’ un ragionamento che, come si dice, non fa una piega, tanto che già in molti, compreso il sindaco, avevano sostenuto la necessità di prorogare i precari della ricostruzione.

Così Cialente ne avrebbe parlato col ministro in termini concreti. C’è, tuttavia, un ‘però’. Barca, che è un rigorista come tutti gli altri tecnici al governo (speriamo ancora per poco), avrebbe risposto picche. Una proroga dei seicento? Ma quando mai. Lui ha scommesso sul concorsone e i precari vorrebbe mandarli a casa prima possibile. Per risparmiare, è ovvio. Altrimenti, dice, che cosa s’è fatto a fare tutto questo can can, compresa una legge ad hoc per L’Aquila?

Intanto, dice ancora, cominciamo a far funzionare i due Uffici speciali con i 50 da assumere a tempo determinato. Poi ci saranno gli assunti del concorsone, perché la selezione dovrà esaurirsi nei tempi stabiliti. E se invece si blocca? Se sorgono difficoltà caso mai con ricorsi che non sono da escludere e che anzi sembrano certi? Barca è un po’ come Gabrielli. Entrambi dell’Aquila, degli aquilani e del terremoto non è che abbiano capito poi molto. Ebbene, glielo faccia capire Cialente che, se necessario, deve battere i pugni sul tavolo come ha fatto altre volte. In fondo, su questo nuovo assetto della governance così come lo ha pensato il ministro e il suo ‘think tank’, non è che lui, il sindaco, fosse poi tanto d’accordo. Glielo ha già detto più volte, Cialente. Glielo ripeta ancora

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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