L’AQUILA – Negli ultimi mesi abbiamo assistito con disappunto al ritorno di una visione securitaria (telecamere, polizia, militari, ecc) da parte dell’amministrazione comunale, rivolta verso lo spazio pubblico, al tentativo di trasformare lo spazio pubblico in mero, e assolutamente illusorio, strumento di marketing territoriale, ed infine al proliferare di iniziative “culturali” tese a rispondere ad interessi economici immediati e a riprodurre consenso politico, più che a ricercare e valorizzare le vocazioni e le creatività cittadine.

Gli spazi pubblici dovrebbero essere l’anima della città e il fondamento della trama sociale e democratica, gli spazi pubblici dovrebbero essere il naturale fulcro della tanto sbandierata “ricostruzione materiale e sociale”, invece sono quotidianamente sottoposti ad un radicale processo di recinzione, privatizzazione, controllo di pochi su molti, lottizzazione.
– Piazze e percorsi perdonali sono sempre più impraticabili, invasi da ampliamenti ormai definitivi,
ingombranti, degradanti e a pagamento. Degli edifici comunali e pubblici, la quasi totalità non è, a più di tre anni dal sisma, neanche cantierata. I nuovi spazi pubblici, riprogettati altrove, senza piano e senza contesto, sono presto destinati all’abbandono come il mercato di Piazza d’armi.
– Gli spazi verdi e i parchi cittadini, polmoni verdi e luoghi di svago naturale e stimolo di aggregazione
spontanea, sono totalmente in abbandono, o chiusi al pubblico, o prossimi oggetto della trasformazione a luogo pubblico a pagamento. Il parco del Castello è abbandonato, il prato di Collemaggio oggetto di divieto di calpestamento, la pineta di Roio, nonostante il recente incendio, rimane abbandonata da anni.
– Infine, a corroborare lo smantellamento di beni e spazi pubblici, arriva, in nome della sicurezza, la
videosorveglianza, una semplificazione amministrativa che, con la scusa di dare una “risposta immediata”, tende a “ripulire” la città e le sue nuove isole urbane, i suoi nuovi salotti, spostando altrove i problemi, magari nelle abbandonate periferie dello spazio urbano, nei terminal delle stazioni degli autobus, nei parcheggi di periferia, nei vicoli  della città, nei parcheggi dei centri commerciali o nei bar “lungo le statali”,  nelle frazioni del nostro comune.
 
Si criminalizza lo spazio pubblico, vi si identifica la causa del problema, e anziché estendere la cerchia di chi si comporta “civilmente”, si gettano nel dimenticatoio gli “incivili”, un pò come si getta la polvere sotto un tappeto. Non siamo contro la sicurezza, e caso per caso è legittima la valutazione sull’utilizzo anche degli strumenti più adatti, ma siamo però certamente contrari alle facili generalizzazioni: non è con la fobia della nostra città e dei suoi problemi che ricostruiremo, materialmente e socialmente, la nostra città e il suon buon vivere.
Non siamo contrari alle operazioni di rigenerazione architettonica e funzionale del territorio, a patto che non siano mere, inutili e costosissime operazioni estetiche, griffate da qualche architetto.
Non siamo contro la cultura, in tutte le sue forme, a patto che essa punti a stimolare ed innescare i meccanismi della creatività e dell’innovazione, più che quelli della fruizione passiva e del consenso.
Le ossessioni privatistiche, securitarie e di marketing culturale urbano sono vecchie di decenni, e ormai superate. Noi crediamo che la città, per funzionare, anche per competere, per generare dinamiche di innovazione e sviluppo locale, deve innanzitutto produrre coesione e relazioni fra i suoi abitanti.
Una città giusta, è una città che alloca razionalmente le proprie risorse, che sa coniugare le esigenze collettive con le migliori esperienze individuali, anziché sacrificare entrambe alle più degradanti speculazioni private. Per far questo serve, innanzitutto, rimettere al centro della riflessione politica e dell’azione amministrativa, gli spazi, i beni e i servizi pubblici, la loro qualità, funzionalità, accessibilità, la loro ricostruzione.
L’associazione “Cittadinanze L’Aquila” incalzerà politica, amministrazione e organizzazioni sociali su questi temi, con l’obiettivo primario del recupero di una piena cittadinanza urbana e sociale degli aquilani.
 
Associazione “Cittadinanze L’Aquila”
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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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