L’AQUILA – “Dispiace constatare che il parlamentare del Pd Giovanni Lolli abbia voluto far diventare il terremoto una cosa ‘di parte’ invitando a un incontro per illustrare i contenuti del decreto governativo sul nuovo assetto della governance solo alcuni sindaci iscritti al suo partito”.
Lo affermano i primi cittadini del “cratere” aquilano di varia estrazione e con diverse sensibilità politiche.

“Quello che fino a oggi ha caratterizzato l’azione congiunta dei sindaci, anche attraverso la formula delle aree omogenee – aggiungono – è stata l’unità d’intenti a prescindere dalle etichette, e speriamo che questo sia lo spirito futuro del nostro impegno”.

“La cosa è testimoniata dal fatto che, al momento di scegliere i rappresentanti dei vari territori – spiegano – non si è badato alle ‘patenti’ politiche, pur legittime, che abbiamo sempre lasciato fuori dalla porta dei tavoli di confronto dove si decidevano le strategie comuni dei paesi colpiti dal sisma”.

“Non è il contenuto della riunione che genera in noi disappunto – precisano i sindaci – tanto più che le linee essenziali del maxi-emendamento erano state già ampiamente approfondite in un’assemblea dei sindaci del giorno prima e con un grado di conoscenza dei problemi, ci permettiamo di sottolineare, certamente più puntuali, quanto piuttosto il gesto in sé, che ha voluto lasciar fuori da un momento di dibattito importante una parte consistente del cratere”.

“Non sappiamo se la circostanza sia da addebitare a una dimenticanza e non vogliamo neanche pensare che sia stata una ‘chiamata alle armi’ in vista delle prossime scadenze elettorali – dicono ancora i primi cittadini – la speranza, quindi, è che nelle prossime occasioni tutti i sindaci siano coinvolti”.

“Così come – concludono – auspichiamo che i colleghi presenti alla riunione esprimano la loro solidarietà a chi è rimasto ‘escluso’ dalla convocazione e che, in futuro, i parlamentari abruzzesi, indipendentemente dallo schieramento, scelgano di fare squadra con il territorio, a prescindere dalle appartenenze”.

I sindaci dei Comuni di Barete (Leonardo Gattuso), Cagnano Amiterno (Donato Circi), Campotosto (Antonio Carlantonio), Capestrano (Giuseppe Marulli), Capitignano (Maurizio Pelosi), Caporciano (Ivo Cassiani), Carapelle Calvisio (Domenico Di Cesare), Castel di Ieri (Fernando Fabrizi), Castelvecchio Subequo (Pietro Salutari), Fagnano Alto (Giovanni Rosa), Fossa (Antonio Gentile), Goriano Sicoli (Rodolfo Marganelli), Lucoli (Valter Chiappini), Montereale (Massimiliano Giorgi), Navelli (Paola Di Iorio), Ocre (Fausto Fracassi), Ovindoli (Pino Angelosante), Poggio Picenze (Nicola Menna), Rocca di Cambio (Gennarino Di Stefano), San Demetrio ne’ Vestini (Silvano Cappelli), San Pio delle Camere (Francesca D’Andrea, rappresentante area omogenea Altopiano di Navelli), Sant’Eusanio Forconese (Giovanni Berardinangelo), Santo Stefano di Sessanio (Antonio D’Aloisio), Scoppito (Marco Giusti), Tornimparte (Umberto Giammaria), Villa Sant’Angelo (Pierluigi Biondi).

Il rappresentante dell’area omogenea della Valle Subequana Sandro Ciacchi (vice sindaco Goriano Sicoli).

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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