L’AQUILA – Sta diventando un rompicapo l’inchiesta sui fondi Giovanardi, nove milioni di euro destinati a progetti per il sociale dei comuni del cratere. Un’inchiesta che ha provocato due ordini di cattura a carico del professore romano Fabrizio Traversi e del medico aquilano Gianfranco Cavaliere.

L’accusa è nota, ma è bene ricordarla: tentativo di truffa. Secondo la procura aquilana, i due avrebbero tentato di mettere le mani sul finanziamento tramite la Fondazione Abruzzo sviluppo, gestita dall’arcivescovo dell”Aquila Giuseppe Molinari e dal vescovo vicario Giovanni D’Ercole, entrambi dimissionari dai vertici della Fondazione non appena avuto sentore che la procura stava indagando. Dicevamo un rompicapo. Vediamo. Ci sono le accuse della magistratura che si basano sulle intercettazioni: Traversi e Cavaliere volevano entrare in possesso a proprio vantaggio dei fondi per il terremoto tirando dentro la Curia, inconsapevole, per averne in qualche modo la copertura.

C’è la posizione del sottosegretario Carlo Giovanardi, a cui spetta erogare i fondi che al momento restano bloccati. Giovanardi, dopo alcune settimane d’attesa, ha preso le difese degli indagati e della Curia aquilana. Riferendosi agli ordini di custodia, ha parlato di “provvedimenti surreali soltanto perché ci si adoperava per il bene della città”, aggiungendo che la frase intercettata a Traversi, ” è il terzo terremoto che mi faccio”, si riferiva al fatto che il professore romano si è occupato di progetti per il sociale dal terremoto dell’Umbria in poi. Con quei soldi- ha aggiunto Giovanardi- nessuno poteva mettere in atto una truffa poiché non c’era lo strumento per attingere ai miei fondi e la Fondazione non avrebbe potuto prendere un euro”.

C’è poi la posizione, perentoria, della difesa. L’avvocato Attilio Cecchini nella memoria consegnata ai giudici aquilani, riferendosi alle accuse contestate a Traversi e Cavaliere, ha parlato di “reato impossibile”, dunque inesistente. I fondi cioè, non erano destinati alla Fondazione che aveva soltanto funzioni di coordinamento, ma alle amministrazioni comunali del cratere sismico che avessero presentato progetti per il sociale. Come avrebbero potuto Cavalieri e Traversi, mettere le mani sui nove milioni ad esse destinati? Appunto, reato impossibile.

C’è infine la posizione, contraddittoria, dell’amministrazione comunale dell’Aquila. Ha detto il sindaco Massimo Cialente: “Giovanardi deve smetterla di affermare che il Comune non ha presentato progetti. La verità è che con quei soldi si volevano fare altre operazioni”. Ma è lo stesso Giovanardi ad affermare che l’assessore Stefania Pezzopane “continua a fare polemiche furibonde, ma forse non ricorda che io ho la lettera in mano in cui mi chiedeva che il Comune dell’Aquila entrasse a far parte della Fondazione”.

Un bel pasticcio, appunto. La vicenda dei fondi Giovanardi destinati alle popolazioni terremotate, è ancora ben lungi dall’essere chiarita. Ci riuscirà la magistratura? Ce lo auguriamo. Ma comincia a farsi strada la sensazione che tutto potrebbe risolversi in una bolla di sapone.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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