L’AQUILA – Prima ottobre, adesso novembre. Ricomincia il balletto per il piano di ricostruzione del centro storico. Qualche settimana fa sembrava fatta: manca poco, si diceva, gli elaborati sono pronti o quasi, ancora qualche dettaglio, poi tocca al Consiglio comunale che sarà chiamato a dare il proprio parere in prima lettura, sia al piano di ricostruzione sia ai dieci piani attuativi che dovranno essere integrati col piano regolatore. C’era entusiasmo nelle dichiarazioni ufficiali ai giornali e alle televisioni, ma molto scetticismo nelle stanze segrete del palazzo.

Ora il sindaco Massimo Cialente esce allo scoperto con Gianni Letta. “Eccoti il piano di ricostruzione del centro, dagli una guardata, poi a novembre noi decidiamo”. Decide la giunta, decide il Consiglio comunale. Non è chiaro. Un passo avanti, due indietro, è una situazione di stallo. Mentre sono abbastanza evidenti gli iter per la ricostruzione delle case ‘E’ della periferia, pure se il Comune procede lentamente (i suoi uffici impiegano venti giorni di media per affiggere la richiesta di integrazioni all’albo pretorio), per il centro cittadino è nebbia fitta.

Che hanno fatto, finora, gli architetti del Comune? Come mai questi ritardi? Che succede nei vari servizi del palazzo civico? C’è chi dice che la colpa è di Chiodi, il commissario alla ricostruzione, che avrebbe pubblicato circolari farraginose, ma la scusa non tiene. Anche Cialente ha abbassato i toni. Certe “spiegazioni” non convincono più né lui né i suoi. E allora?

La verità è che si procede a passo di lumaca. Per quanto riguarda il centro andrebbe dato un segnale forte, servirebbe un colpo d’ala. Senza la ‘città vecchia’ L’Aquila non sarebbe più la stessa, perderebbe la propria identità. Nelle stanze del potere cittadino lo sanno bene, ma non riescono a dipanare la matassa. Si procede con affanno, e questo non va bene. Gli scienziati della ricostruzione dovrebbero darsi una mossa. Dov’è finita la baldanza dei giorni d’inizio estate?

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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