L’AQUILA – Ma che vogliono gli industriali? Dicono che se nelle prossime settimane la Regione non adotterà misure forti per sostenere le aziende, usciranno dal patto per l’Abruzzo.

Poi vai a leggere i siti specializzati e vieni a sapere che i dati Istat collocano la nostra regione al top per l’export. Cioè, per le esportazioni siamo secondi soltanto alle regioni del nord Italia.

E ciò nonostante la crisi, i guai della borsa, gli affanni dovuti al terremoto e tutto il resto. Vieni pure a sapere che il balzo in avanti dell’Abruzzo è del 24 e passa per cento e riguarda i primi sei mesi del 2011. Siamo sulla cresta dell’onda per il cosiddetto ‘automotive’, il comparto legato all’automobile, il vino, l’agroalimentare per non citare altri settori. Dice il presidente della Regione Gianni Chiodi che il merito va soprattutto agli imprenditori, “alla loro intraprendenza e al loro dinamismo”.

E allora che cosa vogliono gli industriali? Non che tutti godano ottima salute, anzi. Ci sono imprese in chiara difficoltà, specie quelle con un certo numero di addetti, che cioè non sono piccole, ma neppure di medie dimensioni. L’impressione, tuttavia, è che agli imprenditori fare un po’ di lamenti renda.

Ma vogliamo dirla tutta? Per esperienza diretta non abbiamo mai sentito imprenditori completamente soddisfatti, neppure in tempi di vacche grasse. Figurarsi oggi. Ad ogni modo il dato di crescita conforta, anche perché Chiodi ha detto che il governo è pronto a sbloccare 600 milioni di fondi Fas (i fondi per le aree sottoutilizzate), mentre 34 milioni sono previsti per il ‘Campus automotive’ già concordato con le parti sociali. Insomma, una situazione del genere non è proprio da gettar via, tutt’altro. E allora? Da parte degli imprenditori un po’ più d’ottimismo non guasterebbe.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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