L’AQUILA – Vedere per credere. Dopo quello che da due anni in qua hanno combinato di ritardi, richieste assurde, chiarimenti strampalati e quant’altro, ora le Tre Sorelle della Ricostruzione promettono di fare tutto in tre mesi.

Dove “fare tutto” vuol dire esaminare un progetto, osservarlo e rimandarlo indietro una sola volta e, alla fine, restituirlo al proprietario approvato insieme al contributo richiesto per rifare la casa terremotata. Detto così sembrerebbe davvero un bel film, perché finora le Tre Sorelle, Finteca, Reluis e Cineas, ne hanno combinate di tutti i colori.

Ci sono progetti che giacciono nei loro cassetti da mesi, per la disperazione dei progettisti e di quanti vogliono rientrare a casa e non riescono a farlo per cavilli, pretesti, osservazioni che a volte denotano la scarsa competenza di chi le fa. Perciò l’esercizio del dubbio è più che legittimo. E coloro che mostrano un sano scetticismo, hanno ragione da vendere.

Appunto, vedere per credere. Perché nonostante la sentenza del Tar che ha fatto da battistrada alle nuove regole imposte alle Tre Sorelle dal commissario Straordinario Gianni Chiodi, è legittimo sospettare che i ritardi continueranno con buona pace dei cittadini e per la disperazione del sindaco Massimo Cialente che stavolta ha ragione.

“Ogni mese- ha detto- continuiamo a pagare sei-sette milioni di euro per autonoma sistemazione, alloggi in albergo e altro. Se la gente rientra a casa questa cifra diminuirà. E’ un risparmio che può contribuire alla ricostruzione”. Insomma, verrebbe avviata una spirale virtuosa con grande vantaggio per i cittadini che aspettano la riconsegna di una casa “E” in periferia (per il centro storico il discorso è diverso).

“Si e’ stabilito che, nel pieno rispetto delle modalità e dei tempi dettati dall’ordinanza 3790 e alla luce della sentenza del Tar Abruzzo, l’approvazione delle pratiche dovrà essere portata a termine dalla filiera Fintecna-Cineas-Relusis entro 60 giorni dalla presentazione”. Così ha detto il vice Commissario Antonio Cicchetti in una delle recenti riunione a cui hanno partecipato i sindaci.

C’era anche il sindaco dell’Aquila Cialente e i coordinatori della Struttura tecnica di missione Fontana e della Struttura per la gestione dell’emergenza Petullà. Nessuno ha fatto una piega. Cialente se ne è uscito con “se lo avessero fatto prima”. Stavolta, dicevo, ha ragione. Ma resto scettico, come tantissimi aquilani. Aspettiamo soltanto che le Tre Sorelle ci smentiscano.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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