L’AQUILA – E’ pesante, pesantissima la relazione del ministero dell’Economia e Finanze sul Comune dell’Aquila.

Più d’un centinaio di pagine contenenti rilievi e osservazioni che pesano come un macigno sull’amministrazione guidata da Massimo Cialente.

Al Comune si addebita l’uso scorretto delle proprie prerogative e a volte l’impiego arbitrario di fondi di cui si chiede la restituzione. Il rapporto riguarda in particolare la nomina, illegittima secondo il Ministero, di funzionari e dirigenti.

Si va dall’ex “City managerMassimiliano Cordeschi, di cui si contesta un appannaggio di quasi centomila euro, al passaggio temporaneo dalla Provincia al Comune del dirigente Gianni Di Pancrazio, scelta anche questa contestata. La censura del Ministero riguarda poi altri sei dirigenti comunali, tra cui l’ingegner Mario Di Gregorio già al centro di un’altra controversa vicenda su una casa di sua proprietà danneggiata dal terremoto.Si diceva dell’ex “City Manager” Massimiliano Cordeschi.

L’ispettore del ministero Aldo Falzone contesta le somme percepite tra il 2007 e il 2010 per complessivi 90.183 euro e chiede all’amministrazione comunale di “procedere al recupero di quanto indebitamente erogato”. L’ex direttore generale del Comune, cioè il l’allora “City manager”, fu nominato nel settembre del 2007 con un contratto di 5.000 euro lordi al mese. Contratto che gli fu rinnovato nel dicembre 2009.

Ma fu all’inizio dell’estate successiva che Corsdeschi chiese a Cialente l’adeguamento del proprio compenso, con tutti gli arretrati, che a suo parere doveva essere uguale a quello del “dirigente apicale del comune”, cioè del segretario comunale. Detto fatto. Due settimane dopo a Cordeschi venivano liquidati 90.183,39 euro sull’unghia: 47.728 come arretrati dal primo gennaio 2009 e 42.455 euro come differenza retributiva (sempre arretrati, cioè) dal 4 settembre 2007 quando Cordeschi fu nominato “City manager”. Secondo l’ispettore ministeriale, la retribuzione del direttore generale non poteva essere equiparata a quella del segretario comunale perché con lui “era stato stipulato un contratto individuale” che non poteva essere in nessun modo integrato”.

Una deliberà illegittima, dunque, quella fatta per Cordeschi, e compensi anch’essi arbitrari. Ma i guai per il Comune non finiscono qui. L’amministrazione è nel mirino del Ministero anche per la nomina di altri dirigenti, anch’essa ritenuta illegittima.

di GIANCARLO DE RISIO


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