L’AQUILA – Un esercito di precari e di giovani che rinunciano all’idea di cercare un posto di lavoro. E’ la drammatica fotografia che emerge dai dati Istat elaborati dal Centro Studi di Confartigianato sull’andamento dell’occupazione relativa all’anno 2010. Ricercatori, laureati con ottimi voti che hanno difficoltà ad accedere nel mondo del lavoro e, dunque, senza una prospettiva e senza un futuro. A livello territoriale è il centro-sud la macroarea che presenta la concentrazione di precari più elevata (56%). Negli ultimi due anni, inoltre, l’inattività degli adulti (25-54 anni) è aumentata del 6, 2% con 353mila unità in più, di cui 15mila abruzzesi (+12,5%). Per quanto riguarda l’inattività degli adulti la maglia nera spetta al Molise (18,2%) seguita da Abruzzo e Umbria (12,5%). Un dato in controtendenza si registra nella provincia dell’Aquila, dove si è avuto un calo della disoccupazione dello 0,8%. Seguono Teramo (-2, 7%), Pescara (-3, 5%) e Chieti (-3, 6%). Eloquenti i dati rilevati dallo studio di Confartigianato sulla disoccupazione giovanile (15-24 anni) che, lo scorso febbraio, si è attestata al 28, 1% della forza lavoro (in leggerissima ripresa rispetto a gennaio 2011), ma stabile se si guarda il dato dello stesso periodo del 2010, a causa della difficoltà di accesso dei giovani nel mondo del lavoro. La forbice si allarga rispetto ai paesi dell’Eurozona dove la disoccupazione giovanile si è ridotta dell’1% rispetto al 2010. “La difficoltà di accesso al mercato del lavoro rappresenta una difficoltà non trascurabile, nonostante il lieve miglioramento – sottolinea Angelo Taffo, presidente della confederazione degli artigiani – . La crisi economica si è abbattuta soprattutto sui giovani, un popolo di precari ai quali dobbiamo restituire un futuro. Al governo regionale chiediamo di tendere una mano alle pmi e di mettere tra le priorità dell’agenda politica l’istituzione formale di un tavolo tecnico per individuare e definire un programma organico e condiviso di interventi che garantiscano sia il mantenimento dei livelli occupazionali, sia l’accesso al mercato del lavoro di molti giovani abruzzesi”. Dall’analisi emerge che una nota positiva per l’Abruzzo c’è: se si fa riferimento alla dinamica degli occupati nell’ultimo anno si è avuto un recupero dell’occupazione dell’1,6%, soprattutto in agricoltura, caccia, pesca e servizi a imprese e persone. Inoltre l’Abruzzo è la quinta regione italiana per crescita del tasso di occupazione nell’ultimo anno. “Il fatto che i livelli occupazionali non si siano ulteriormente ridotti – afferma Daniele Giangiulli, segretario di Confartigianato Abruzzo – induce a pensare che la ripresa delle attività produttive stia evolvendo positivamente. La ripresa dunque c’è, ma non è stabile: è ancora incerta e oscillante, non diffusa e ciò genera incertezza sulle aspettative delle famiglie e sugli investimenti delle imprese”.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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