L’AQUILA – Si chiama Under Phase Underground Array ed è un progetto di ricerca sui cosiddetti “terremoti lenti” al quale hanno lavorato, fra il 2001 e il 2010, l’Istituto di Fisica Nucleare del Gran Sasso e l’INGV.
Si tratta di un sistema di rilevamento costituito da un’antenna sismica collegata a 20 stazioni in grado di definire, dopo il verificarsi di un terremoto, alcuni parametri dell’evento sismico, in un raggio di copertura di 150 Km. Non parliamo pertanto di un sistema di previsione o predizione del terremoto ma di uno strumento scientifico che, attraverso il monitoraggio di “microsismi” e movimenti tellurici di lieve entità, mirava ad ottenere una maggiore conoscenza sui terremoti più grandi. Il progetto però è stato sospeso per mancanza di fondi. L’impianto, che si trova tutt’ora nei laboratori del Gran Sasso, è stato disattivato l’anno scorso, dunque ad appena un anno di distanza dal terremoto del 6 aprile.
A causa della mancanza di fondi e dei finanziamenti, inoltre, oggi una buona metà dei ricercatori e degli scienziati che lavorano presso i laboratori dell’ INFN del Gran Sasso è precario o con contratti a termine. Sono molti gli studiosi che, a causa dei tagli, sono stati costretti ad emigrare all’estero, soprattutto in USA, Francia e Germania.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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