L’AQUILA – “Quel che e’ sotto gli occhi di tutti, e che le organizzazioni sindacali vogliono ricordare in un momento nel quale il dibattito cittadino sembra rivolto verso altri argomenti, sono infatti le gravissime difficolta’ economiche e sociali che il capoluogo soffre, la disperazione e la perdita di speranza per le migliaia di disoccupati che vivono nell’area del cratere sismico, la rabbia e la disillusione dell’esercito dei cassintegrati, le difficolta’ delle famiglie nel tirare avanti ogni giorno e nel guardare avanti con fiducia.
Rispetto a tutto cio’ – rilevano i sindaati – la domanda che rivolgiamo e’ la seguente: una citta’ senza sindaco e commissariata per un anno puo’ affrontare meglio o peggio questi problemi? Un Comune affidato a un commissario senza legittimazione popolare, non votato dagli elettori, puo’ prendere le decisioni anche difficili che si renderanno necessarie?
La nostra comunita’, che gia’ oggi non puo’ decidere su vicende e temi fondamentali per i quali e’ stata commissariata (ricostruzione, sanita’, parchi, ecc.) puo’ permettersi un altro commissario persino nell’ente e nel ruolo piu’ vicini ai cittadini, alla loro vita e ai loro desideri? Siamo in una fase in cui l’elenco dei problemi si allunga ogni giorno, e in cui un capoluogo ferito deve affrontare nuove sfide. Basti ricordarne una soltanto: i problemi della sanita’, il rischio concreto che negli ospedali della provincia possano chiudere interi reparti.
Chi deve affrontare questi problemi se non chi e’ stato eletto dai cittadini per occuparsene? Con quale atteggiamento, quale credibilita’ e quale peso un commissario interlocutorio e con funzioni burocratiche potrebbe affrontare questo argomento come tanti altri? Per quanto ci riguarda – affermano Cgil-Cisl e Uil – crediamo che la citta’ non possa reggere il peso di un ennesimo commissariamento governativo, e che il sindaco e l’intero consiglio comunale, ciascuno con le proprie idee ed il proprio ruolo, debbano farsi carico di questa fase difficilissima, dando un contributo per spingere il capoluogo fuori dalle secche, favorire l’avvio della ricostruzione e un rilancio che tutti noi aquilani aspettiamo”.

Sinistra e Libertà chiede a Massimo Cialente “di ritirare le sue dimissioni e di avviare una fase di discussione aperta in cui le forze politiche, sociali, economiche possano concorrere alla costruzione di un modello di democrazia che connetta la rappresentanza (Consiglio Comunale) con la partecipazione (cittadini e loro organizzazioni)”. Sel, che non è presente in consiglio comunale spiega che “le dimissioni del Sindaco sono l’epilogo di una vicenda istituzionale che, dopo il terremoto, ha visto prevalere la forma di comando commissariale sulla forma della democrazia rappresentativa; il ruolo del Consiglio Comunale è stato fortemente ridimensionato ed il rapporto con i commissari si è sostituito al controllo dei cittadini sugli eletti. Da tempo i cittadini denunciano il disagio per questa situazione e chiedono il superamento del regime commissariale ed il ritorno alle naturali procedure per il Governo della ricostruzione, tanto, da farsi promotori di una proposta di legge di iniziativa popolare. Non si può rispondere a queste aspettative con l’arrivo di un Commissario al Comune dell’Aquila che, sarebbe inevitabile, se il Sindaco confermasse le sue dimissioni non essendoci più i tempi per andare a nuove elezioni prima della scadenza naturale del Consiglio Comunale”. “La nostra città – chiudono il coordinatore Regionale Gianni Melilla, il Coordinatore Provinciale Umberto Innocente e il Coordinatore Comunale Giustino Masciocco – non può permettersi un nuovo Commissario perché i problemi da gestire sono gravi ed hanno bisogno del consenso e della partecipazione dei cittadini se si vuole evitare il rischio delle speculazioni e dello snaturamento irreversibile del nostro territorio”.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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