L’AQUILA – Rischia di ingolfare le procedure per la ricostruzione degli edifici di pregio dell’Aquila, danneggiati dal terremoto di due anni fa, la commissione prevista dal decreto del commissario delegato n. 45, preposta alla definizione dei requisiti affinché determinati immobili dei centri storici vengano ritenuti di pregio architettonico. Con la conseguenza di poter incrementare il limite del contributo per la riparazione, anche in maniera cospicua, come previsto dall’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3917.
E’ questo il parere dell’assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila, Piero Di Stefano, che ha inviato una nota al commissario Gianni Chiodi e al vice commissario, Antonio Cicchetti. “Malgrado le indubbie e ottime intenzioni che hanno mosso la stesura del decreto – ha spiegato Di Stefano – ho sollevato dei timori sul notevole ritardo nei tempi della ricostruzione con l’istituzione di questa commissione. La stessa, infatti, deve svolgere un lavoro importante, quello di stabilire se un palazzo è di pregio storico, artistico e architettonico, con la possibilità per i proprietari, pertanto, di ottenere dei contributi più alti. Ma la stessa, che peraltro è chiamata a esprimersi anche sull’aggregato, qualora l’edificio di cui si chiede il riconoscimento del pregio ne faccia parte, è composta, secondo il decreto, dal rappresentante del Comune competente per territorio ove è localizzato l’immobile, da un rappresentante della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Abruzzo, da un rappresentante della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici, da un esperto di restauro e risanamento conservativo e da un esperto di storia dell’architettura, da un rappresentante dell’Ordine degli Architetti e da un rappresentante dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di appartenenza del Comune”.
Per Di Stefano “tale articolazione, al di là dell’indubbia competenza dei singoli componenti, rischia rivelarsi un pericoloso collo di bottiglia e intasare ulteriormente l’iter della ricostruzione dei centri storici, che per il concorso di diversi enti nel procedimento di approvazione dei progetti e nella definizione del contributo – ha detto ancora l’assessore alla Ricostruzione – appare già da sé abbastanza problematico. Il decreto, inoltre, non chiarisce come l’aumento, possibile per questo particolare tipo di immobili, sia posto in relazione all’esame economico di competenza del consorzio Cineas anche per la particolare organizzazione dello stesso consorzio nell’esame delle pratiche”. Di Stefano ha dunque proposto a commissario e vice commissario di ancorare l’incremento del limite di contributo “a riferimenti quanto più oggettivi e trasparenti possibile, allo scopo di dare certezze ai professionisti nella redazione dei progetti e di snellire l’iter per l’approvazione degli stessi, con la determinazione del contributo totale da concedere”. Ha infine espresso la disponibilità a fornire il sostegno a una modifica migliorativa del decreto in questione.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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