L’AQUILA – Il Commissario delegato per la Ricostruzione, e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, rende noto il contenuto di un importante documento denominato “Linee di indirizzo strategico per la ripianificazione del territorio”. “Una bella esperienza di collaborazione interistituzionale” la definisce il Commissario che, col supporto dalla Struttura tecnica di Missione (Stm), ha sviluppato un’autonoma linea di azione finalizzata a dare attuazione a quanto previsto dall’art. 1, DCR n. 3/2009 in materia di ripianificazione degli assetti territoriali nelle aree colpite dal sisma del 6 aprile 2009. La stesura delle Linee è stata preceduta da una vasta azione partenariale condotta con i rappresentanti dei Comuni del cratere, propedeutica alla definizione finale del documento che rappresenta la cornice unitaria entro la quale ogni Comune o insieme di Comuni metterà mano alla propria strategia di sviluppo territoriale post sisma. “Particolare cura – spiega il Commissario Chiodi – è stata messa nel raccordare i contenuti delle Linee di indirizzo strategico con il contesto di pianificazione e di programmazione esistente, al fine di evitare sovrapposizioni e duplicazioni. È stata data così piena e coerente attuazione allo spirito e alla lettera dell’art. 2, comma 12-bis, d.l. 39/09, che recita: “i comuni… predispongono… la ripianificazione del territorio comunale””. “Con termini chiari e non equivocabili – fa notare – il legislatore non solo ha voluto così richiamare in capo ai pubblici poteri il dovere di predisporre la ripianificazione del territorio, ma ha altresì ribadito come tali adempimenti siano compatibili con l’ordinario assetto delle competenze istituzionali, precisando e armonizzando il quadro delle funzioni attribuite al Commissario (di “indirizzo strategico”) con le consuete attribuzioni degli organi comunali”. Per il Commissario Chiodi si tratta di una “una strategia contro la dispersione insediativa e il consumo di suolo” quella contenuta nelle Linee di indirizzo strategico. “La dispersione insediativa e la crescita spontanea ed anarchica dell’urbanizzazione sono in parte conseguenza della mancata assunzione di una consapevole politica territoriale – argomenta – che non può in alcun modo limitarsi alla mera attuazione delle previsioni degli strumenti urbanistici, sempre che ci siano”. Il documento suggerisce alle amministrazioni locali, a garanzia dell’efficacia degli interventi in tutta l’area del cratere, l’assunzione convinta di alcuni principi di fondo: 1) Individuazione delle direttrici preferenziali di sviluppo degli insediamenti, dando preferenza assoluta al riordino e alla rigenerazione delle parti di territorio già compromesse dall’urbanizzazione degli anni passati. Le eventuali nuove espansioni dovranno essere chiaramente funzionali e indispensabili all’attuazione del progetto della Ricostruzione, rispettando rigorosi principi di sostenibilità e di qualità insediativa; 2) Ruolo di indirizzo forte sulle trasformazioni di ambito locale, intervenendo in maniera efficace nei processi, ricorrendo a strumenti di governo strategico delle complessità realizzative (valutazioni, analisi di impatto, verifica delle convenienze, project management ecc.), in grado di affermare il governo pubblico della trasformazione lungo l’intero ciclo di produzione; 3) Individuazione di istanze ove rendere efficace e impegnativo il ruolo dell’operatore pubblico come “attivatore” di sviluppo, cerniera del raccordo tra istituzioni e società locale, luoghi del dialogo tra azione di governo del territorio e partecipazione dei cittadini. La pubblicazione della bozza preliminare del documento, risale alla fine di luglio 2010, ed ha dato il via ad un ampio dibattito con le amministrazioni locali. Sono pervenuti alla Stm numerosi contributi migliorativi che, nel confermare l’impianto generale della visione, hanno suggerito miglioramenti e integrazioni a singoli punti specifici. Di tutto questo materiale, prezioso sia per la qualità sia come testimonianza di adesione al partenariato territoriale, si è tenuto debito conto in sede di stesura finale delle Linee di indirizzo strategico. “Come è proprio e caratteristico di ogni forma efficace di pianificazione strategica – sottolinea il Commissario Chiodi – il testo licenziato è finale nella misura in cui lo è ‘il verbale dell’ultima riunione’. Documenta un punto di arrivo della discussione sulla ripianificazione del territorio danneggiato dal sisma; chiude una fase e ne apre un’altra”. “La speranza è che ulteriori contributi possano arrivare in futuro – auspica infine il Commissario – non solo dalle sedi istituzionali, e possa proseguire quel lavoro di scrittura plurale a cui è stata posta mano sin dall’inizio, l’unica forma di scrittura in grado di assicurare fortuna non effimera alle varie forme di pianificazione di area vasta”. Il testo integrale delle Linee di indirizzo strategico è consultabile sul sito del Commissario per la ricostruzione, nell’area “Normative e documenti”, nella sezione “Atti e documenti della Struttura tecnica di Missione”.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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