L’AQUILA – Al via da questa mattina presso la piastra 19, a Cese di Preturo (L’Aquila) le prove di carico, su solai e balconi presso una delle abitazioni finite sotto la lente di ingrandimento della magistratura aquilana sull’inchiesta riguardante presunte irregolarita’ nella realizzazione dei moduli abitativi provvisori, sorti nel post terremoto. Una inchiesta aperta subito dopo il crollo nel mese di settembre scorso di un balcone, caduto su quello sottostante. Un incidente in cui non vi erano stati feriti, ma che aveva subito messo in allarme gli agenti della Forestale sulla qualita’ dei materiali utilizzati.

Presenti stamani una decina di uomini del Nipaf della Forestale e anche i consulenti della Procura: l’architetto Carlo Maria Perotti e l’ingegnere Umberto Scalzotto, entrambi di Torino, con gli ausiliari Bernardino Chiaia, ordinario di Scienze delle costruzioni al Politecnico di Torino, e il geometra Claudio Di Natale.

“La prova e’ stata focalizzata su un balcone identico a quello crollato, poggiato sulla stessa piastra. Una volta raccolti i dati – ha detto Chiaia – li elaboreremo sugli effetti delle sollecitazioni a cui e’ stato sottoposto l’edificio. Per le prove di carico in corso – ha aggiunto – i balconi sono stati completamente spogliati sia della ringhiera che della struttura in cemento, e’ rimasta solo la struttura in legno. Per misurare la tenuta dei solai interni, e’ stata posizionata una vasca gonfiabile all’interno dell’appartamento, riempita con un’autoclave, usata per arrivare al peso necessario. Analoga prova sugli stessi balconi in cui sono stati posizionati dei grossi contenitori e anche questi che saranno riempiti d’acqua”.

Le prove andranno avanti per diversi giorni. L’edificio dovra’ essere sottoposto a un peso di 450 chilogrammi per metro quadro. In queste condizioni si potra’ verificare la tenuta dello stabile e studiare eventuali deformazioni che si presenteranno. Le prove ancora in corso hanno gia’ portato alla luce delle deformazioni dei solai. Domani verranno effettuati i prelievi e i campionamenti dei materiali. In mattina sul sito e’ arrivato anche il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Roberta D’Avolio, che ha iscritto 39 persone nel registro degli indagati i cui nomi sono ancora sconosciuti. Il pm, infatti, attende di avere tra le mani un primo rapporti dei consulenti prima di inviare gli avvisi di garanzia a coloro che a vario titolo hanno ruotato attorno alla loro edificazione.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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