L’AQUILA – Nel III trimestre 2014 il settore manifatturiero abruzzese registra risultati positivi, con incremento del fatturato totale ed estero, e della produzione. Diminuisce leggermente l’occupazione.
Nel I semestre 2014 le imprese commerciali hanno affrontato pesanti difficoltà con calo del fatturato e dell’occupazione. Le previsioni per il semestre successivo sono negative.

I risultati dell’indagine congiunturale sul settore manifatturiero delineano dinamiche positive durante il III trimestre 2014, che sembrano confermare una certa ripresa. Il divario rispetto al periodo pre crisi resta molto elevato ma si segnala l’evoluzione positiva, seppur lenta e graduale, che ha caratterizzato buona parte dell’anno appena trascorso.
I risultati delle imprese commerciali nel I semestre 2014 sono invece negativi: al calo sia congiunturale che tendenziale del fatturato, dell’occupazione e dei prezzi di vendita, si accompagna l’aumento dei costi di approvvigionamento e totali.
Tali performance negative sono confermate dall’andamento della demografia di impresa che mostra nel I semestre 2014 un calo dello 0,8% delle imprese commerciali attive in Abruzzo, in particolare quelle all’ingrosso, con andamenti peggiori di quelli italiani.

INDAGINE CONGIUNTURALE SULLE IMPRESE MANIFATTURIERE III TRIMESTRE 2014

L’analisi congiunturale svolta da Questlab sull’industria manifatturiera si è basata su un campione di 434 imprese con almeno 10 addetti.
Per quanto riguarda la produzione dell’industria manifatturiera, si rileva un aumento a livello tendenziale pari al 3,3%; è migliorato ulteriormente rispetto al trimestre precedente anche il grado di utilizzazione degli impianti produttivi, essendosi attestato al 67,9% della piena capacità produttiva.
Le dinamiche positive della produzione si sono riflettute solo in parte sul fatturato che presenta diffusi segni negativi sui quali ha fatto premio, tuttavia, il buon andamento dei mezzi di trasporto e dell’elettronica. A ritmi ben più elevati è invece cresciuto il fatturato estero (6,5%) a dimostrazione della grande importanza che in questo momento svolge la domanda proveniente dai mercati internazionali. Con l’eccezione dei prodotti alimentari e di quelli tessili, i risultati delle vendite estere sono significativi in quasi tutti i settori e sfiorano una crescita del 20% nei mezzi di trasporto e nei prodotti della chimico-farmaceutica.
Gli andamenti settoriali sono stati piuttosto differenziati: nei mezzi di trasporto, nei prodotti dell’elettronica e nel tessile-abbigliamento la crescita della produzione è stata piuttosto sostenuta e superiore a quella del trimestre precedente. D’altra parte, il comparto alimentare, la produzione di mobili e la lavorazione di minerali non metalliferi hanno confermato la loro tendenza decrescente. Sotto il profilo congiunturale prevalgono dinamiche negative, in particolare nei mezzi di trasporto e nei prodotti chimici, anche se va tenuto conto del fatto che esse si riferiscono al periodo estivo in cui rallentamenti e/o flessioni delle attività economiche sono da considerarsi fisiologiche.
Gli andamenti per classe dimensionale delle imprese riflettono quelli settoriali: le grandi imprese (oltre 250 addetti) hanno infatti mostrato una dinamica particolarmente marcata (9,5% in termini tendenziali); le piccole imprese (10-49 addetti) hanno risentito del buon andamento dei comparti in cui sono maggiormente diffuse mentre la performance delle imprese di media dimensione (50-249 addetti) si presenta con un risultato lievemente negativo rispetto al terzo trimestre del 2013.
Queste dinamiche trovano riscontro anche nell’andamento degli ordinativi sia di origine interna che estera. Sul fronte interno, la dinamica degli ordini, pur non essendo particolarmente vivace, va tuttavia sottolineata; in analogia con la precedente rilevazione anche i dati del terzo trimestre del 2014 sembrano indicare una ripresa della domanda proveniente dal mercato interno facendo arrestare la tendenza negativa che aveva caratterizzato il biennio 2012-2013. Il fenomeno è tutt’altro che diffuso ed è sospinto principalmente dai mezzi di trasporto, che hanno fatto registrare un incremento del 9% circa rispetto al trimestre corrispondente, seguiti dal tessile-abbigliamento e dall’elettronica. Gli altri comparti presentano flessioni più o meno accentuate, tra queste risalta quella dei prodotti chimici (che viceversa mostrano un andamento della domanda estera molto vivace). D’altra parte, gli ordini esteri sono aumentati in media del 9,5% rispetto al periodo luglio-agosto 2013 sotto l’impulso prevalente dei mezzi di trasporto e della farmaceutica. Si conferma invece il segno negativo sugli ordinativi che riguardano il settore alimentare.
I dati relativi ai livelli occupazionali sono ancora caratterizzati da profonda incertezza. Complessivamente il dato raccolto dalle imprese manifatturiere abruzzesi mostra una moderata flessione (-0,3%) risultato di andamenti piuttosto diversificati: gli unici settori in cui si registrano aumenti sono la farmaceutica e, in misura più modesta, l’elettronica che confermano la tendenza avviatasi nei mesi precedenti. Negli altri settori l’occupazione continua a contrarsi anche se in maniera sensibilmente inferiore rispetto al recente passato. Sotto il profilo dimensionale le uniche chance di ampliamenti dei livelli occupazionali sono legate alle decisioni delle imprese di maggiori dimensioni.
Restano improntate ad un certo pessimismo le previsioni degli imprenditori per i prossimi sei mesi: sotto questo profilo, si sono andate progressivamente assottigliando le positive premesse che erano state raccolte nella fase iniziale del 2014 quando gli indicatori disponibili sembravano indicare una inversione della tendenza precedente. In base alle risposte rilevate nel terzo trimestre dell’anno scorso il saldo relativo alla produzione è pari a -9 punti percentuali ed appare in peggioramento rispetto a quello precedente (fanno eccezione i soli mezzi di trasporto). Anche relativamente a fatturato ed occupazione le opinioni degli imprenditori sono state in media pessimiste con saldi particolarmente negativi nelle imprese di lavorazione dei minerali non metalliferi e in quelle farmaceutiche. Le opinioni relative agli ordinativi per i prossimi mesi restano negative con riferimento alla domanda interna (eccetto i mezzi di trasporto) mentre sono in media positive quelle riferite alla domanda estera.

INDAGINE CONGIUNTURALE SULLE IMPRESE COMMERCIALI I SEMESTRE 2014

L’indagine congiunturale sull’andamento del settore commercio è stata realizzata su un campione di 516 imprese con almeno tre dipendenti.
A fronte di un certo rincaro congiunturale e tendenziale dei costi sia di approvvigionamento che totali, i prezzi di vendita risultano costanti su base semestrale e in calo su base annuale. La situazione negativa è confermata dalla diminuzione sia di breve che di lungo periodo del fatturato (rispettivamente -4,0% e -5,1%) e dell’occupazione (rispettivamente -0,4% e -3,0%).
Le previsioni degli imprenditori (misurate come differenza percentuale tra le previsioni di crescita e quelle di decremento) sono improntate a un forte pessimismo come evidenziano le aspettative prevalentemente negative riguardo l’andamento nei successivi sei mesi del fatturato (-36,7%) e, anche se in misura meno diffusa, dell’occupazione (-7,8/%) e dei costi di approvvigionamento (+6,9%). Tra gli operatori, inoltre, è diffuso più che in precedenza il timore di ulteriori contrazioni dei prezzi di vendita (-6,0%).
Il commercio al dettaglio mostra andamenti negativi sia congiunturali che tendenziali di fatturato (rispettivamente -3,7% e -5,6%) e occupazione (rispettivamente -1,8% e -3,4%) per quest’ultima peggiori della media del settore. All’andamento dei prezzi di vendita, costanti su base semestrale e in calo su base annuale (-0,3%), si accompagna l’aumento dei costi sia nel breve che nel lungo periodo. Le previsioni per l’andamento dell’attività nei prossimi sei mesi sono negative e per il fatturato peggiori della media regionale.
La ristorazione è colpita dai più elevati incrementi dei costi totali su base semestrale (+4,1%) ed annua (+8,3%) e da diminuzioni del fatturato su entrambi gli orizzonti temporali (congiunturale -6,2%; tendenziale -3,1%). Prezzi di vendita e occupazione aumentano su base semestrale ma diminuiscono su base annua. Il clima di opinione è diffusamente pessimistico con aspettative negative relative sia al fatturato, sia ai prezzi di vendita, sia all’occupazione.
La grande distribuzione mostra evidenti difficoltà congiunturali e tendenziali con andamenti negativi e generalmente peggiori della media regionale del fatturato (congiunturale: -6,8%; tendenziale: -3,4%), dei prezzi di vendita (congiunturale: -0,4%; tendenziale: -1,3%) e dell’occupazione (congiunturale: -5,7%; tendenziale: -5,8%). I costi sono aumentati meno che nella media del settore. Le previsioni relative ai prossimi sei mesi sono negative ma, ad eccezione dell’occupazione, migliori degli altri comparti.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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