L’AQUILA – Mi spiace per le polemiche, per la preoccupazione e, in parte, per la rabbia delle famiglie residenti nei quartieri Case, dovute al pagamento delle utenze relative ai consumi del gas. Ancora una volta per me è un dolore essere visto come una controparte e come un “vessatore” dei cittadini. Fra oggi e domani pubblicheremo sul sito istituzionale del Comune dell’Aquila i dati emersi dalla misurazione, precisa e accurata (per quanto possibile, visto il mal funzionamento o addirittura il sabotaggio di molti contatori), relativi ai consumi registrati dai singoli appartamenti.

Come tutti potranno vedere dalle accurate tabelle emerge che, da tutte le piastre, tutte, i mille e 500 nuclei familiari che hanno avuto la sfortuna di vedersi assegnati gli appartamenti al pian terreno degli edifici Case hanno pagato 1 milione e 300mila euro in più rispetto a quelli del primo piano e un milione e mezzo in più rispetto a quelli del secondo.

Questo per le caratteristiche costruttive degli edifici, per cui, di fatto, chi è al piano terra, scaldando il proprio ambiente scalda anche quello al piano di sopra. Si tratta di un dato scientificamente provato e misurato. Sarebbe pertanto, a mio avviso, questo sì, un fondamento ingiusto e su questo richiamerò l’attenzione del Difensore Civico che inviterò, se lo riterrà utile, ad avvalersi anche di consulenze tecniche, per riportare un po’ di equità.

Questo anche perché nessuno ha scelto di abitare al pian terreno di quegli edifici, anzi in molti, anche tra coloro che sono i più accesi esponenti della protesta, hanno sempre chiesto, a volte ottenendolo, di trasferirsi ai piani superiori. Ecco perché, quando abbiamo esposto il problema al Governo, ci è stato spiegato che l’unica soluzione equa è quella di tornare alle norme che, per tanti decenni, sono state applicate in tutte le gestioni condominiali, proprio partendo dal principio che in un condominio, quale può considerarsi una piastra dei quartieri Case, l’attivazione del riscaldamento in un alloggio al piano terra porta calore anche a quelli ai piani superiori.

Alcuni cittadini propongono di calcolare a parte il consumo dell’acqua calda sanitaria ma, pur effettuando questo computo, avremo comunque una spesa più alta del 25 per cento a carico di quel terzo di famiglie che hanno avuto la sfortuna di vedersi assegnato il piano terra. Tra l’altro il consumo di acqua sanitaria è proporzionale al numero di componenti del nucleo familiare al pari, vorrei ricordare, delle dimensioni degli appartamenti. Riteniamo pertanto che questo sia il più equo dei criteri da applicare. Se si dovesse andare, tra l’altro, a ripetute letture, minimo quadrimestrali, dei contatori per l’acqua calda dovremmo affrontare dei costi di decine di migliaia di euro che ricadrebbero, comunque, sulle spese condominiali.

Spese che, da quest’anno, saranno a carico delle famiglie assegnatarie. In altre parole la spesa non vale l’impresa e comunque, ripeto, non sarebbe equo. Invito pertanto tutti i cittadini a pagare i consumi perché non è pensabile che questi costi ricadano sulle famiglie ormai rientrate nelle proprie abitazioni che già, peraltro, pagano i loro. Abbiamo
offerto la possibilità di rateizzazione e assicuro che, nei prossimi mesi, le bollette arriveranno con cadenza bimestrale. Sono certo che gran parte degli assegnatari potranno così verificare che i propri consumi attuali non differiscono assolutamente da quelli precedenti al terremoto. Chiaramente pagheranno anche coloro che forse, pur assegnatari di alloggio, non l’hanno abitato ma per costoro, che hanno danneggiato altri cittadini, non provo alcun sentimento di solidarietà.

Il sindaco dell’Aquila
Massimo Cialente

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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