L’AQUILA – Il Gruppo di investigazione sulla criminalita’ organizzata (Gico) delle Fiamme gialle dell’Aquila, stanno svolgendo verifiche su cantieri ed operai provenienti dalla Campania, non oggetto dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila che ha portato all’arresto di sette imprenditori con l’accusa di contiguita’ al clan dei Casalesi per massimizzare i profitti nei milionari appalti della cosiddetta ricostruzione privata. La convinzione degli investigatori e’ quella che il sistema di corruttela tra imprenditori aquilani con la ditta edile facente capo ai Di Tella legati al boss della camorra Michele Zagaria, riguardi anche altre societa’ ed altri cantieri della lunga e difficile ricostruzione post-terremoto.

L’opera di controllo degli inquirenti e’ volta a verificare se tra gli operai si fosse in qualche modo infilato il sistema di intimidazione nei riguardi delle maestranze, costrette – come ha portato a galla l’indagine che ancora non e’ conclusa – a restituire fino al 50 per cento dello stipendio mensile, regolarmente sottoscritto dalle parti. Scopo da parte dei Di Tella la creazione di fondi neri e risparmiare sulla manodopera. I Di Tella versavano il 30 per cento degli importi agli imprenditori Elio Gizzi, ex presidente dell’Aquila Calcio, e ai fratelli Dino e Marino Serpetti, tutti e tre finiti ai domiciliari. Con questa somma i tre imprenditori, una volta ottenute le commesse con affidamenti diretti, le cedevano, sia pure rimanendo titolari dei contratti, ai Di Tella che organizzavano e gestivano gli operai e quindi i lavori, per stessa ammissione degli imprenditori aquilani nelle intercettazioni, con puntualita’ ed efficacia. Intanto, nel pomeriggio il Gip Giuseppe Grieco ascoltera’, per l’interrogatorio di garanzia, gli imprenditori finiti in carcere, i tre componenti della famiglia Di Tella e Michele Bianchini di Avezzano (L’Aquila).

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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