L’AQUILA – Con la conferma per i prossimi 4 anni del segretario regionale Roberto Campo e la nomina della nuova segreteria regionale e della segreteria della Camera sindacale territoriale “Adriatica Maiella” si è chiuso oggi all’hotel Villa Fiorita di Giulianova il nono congresso regionale della Uil.

Una due giorni che ha concluso il percorso di nascita di nuovo modello organizzativo del sindacato che supera le quattro strutture provinciali e vara due distinte aree sub-regionali, quella “Adriatica Maiella” che unisce Chieti e Pescara dopo quella “Adriatica Gran Sasso” che ha unito L’Aquila e Teramo.

Oltre a Campo, della segreteria regionale della nuova Camera sindacale territoriale faranno parte Michele Lombardo, Gianluca Di Girolamo, Maria Gracia Commito, Fabio Frullo e Antonio Cardo.

Quanto alla Camera “Adriatica Maiella”, è stato eletto segretario generale anche qui Roberto Campo, coadiuvato dal segretario generale aggiunto Antonio Cardo. La segreteria sarà composta da Claudio Musacchio, Luca Piersante e Fabiola Ortolano.

All’evento di oggi hanno preso parte, tra gli altri, il segretario generale aggiunto Uil nazionale Carmelo Barbagallo, il segretario confederale Antonio Foccillo e il segretario nazionale Guglielmo Loy, oltre a diversi esponenti del mondo del lavoro e delle altre sigle sindacali abruzzesi.

Con la situazione lavorativa abruzzese sullo sfondo, giudicata complessivamente “drammatica”, e che può essere salvata “se l’Abruzzo torna a guardare allo sviluppo del Nord, come ha fatto per in passato per decenni, adesso ci aspettiamo che il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, dia seguito alle tante promesse fatte”, negli interventi di sindacalisti e non solo si è dato molto spazio ai quadri europeo e nazionale, tra “necessità di superare le austerità dell’euro e in attesa che il governo di Matteo Renzi dia le risposte di cui l’Italia ha bisogno”.

Per Barbagallo. “l’Italia vive purtroppo un declino che sembra essere inesorabile ed è incastrata fra l’Europa delle austerità e i problemi di sempre, come l’evasione fiscale e la corruzione. I sindacati, ormai – ha aggiunto – vivono da anni un attacco su tutta la linea, basta vedere cosa ha combinato la Fornero, l’ultima in ordine di tempo, al mondo del lavoro e dei lavoratori”.

“Renzi sta facendo qualcosa di buono, gli 80 in busta paga sono un buon segnale ma vanno estesi alle altre fasce. E siamo d’accordo con lui sulla battaglia in Europa per superare il patto di stabilità, ma all’Italia serve molto altro e in questo senso il premier merita le critiche – ha proseguito – In questa nazione i giovani non fanno figli perché non vedono prospettive. Cosa c’è di peggio? Come si può parlare di sviluppo e di futuro se tra un po’ resteranno soltanto gli anziani?”.

“Così in Europa le cose non vanno. Basta con questi parametri recessivi, è ora di cambiare l’Unione Europea, ma per farlo serve un cambio da parte della politica”, le parole di Foccillo.

“Senza industria, questo Paese non rilancia né l’occupazione, né se stesso – ha detto ancora – non si può pensare di vivere solo di turismo e di agricoltura. Vanno sviluppati molto meglio, senza dubbio, ma devono fare parte di un quadro più ampio che tenga dentro l’industria come motore economico”.

Secondo Loy, “chi pensa di illudere i cittadini cambiando il mondo del lavoro, si sbaglia. Serve uno Stato che faccia lo Stato, puntando a ricerca, a infrastrutture. La politica invece cerca lo slogan facile. Questa regione può dare tantissimo, ha un tessuto industriale di grande livello. Ma servono atti concreti, non più la demagogia”, ha concluso.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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