L’AQUILA – Nell’ambito delle manifestazioni de “Il Giorno della Rinascita” organizzate da 14 Associazioni di Paganica, per la ricorrenza del 5° anniversario del terremoto, Paganica si riprende Piazza Umberto I° e il Parroco Don Dionisio, domenica scorsa, ha celebrato la Santa Messa alla presenza di centinaia di paganichesi. 99 anni fa, nel 1915, a causa del terremoto della Marsica che provocò oltre 30.000 morti, il sisma procurò anche a Paganica due vittime e ingenti danni alle abitazioni, così per diverse domeniche, per paura di eventuali forti scosse, le Sante Messe venivano officiate all’esterno della Chiesa, proprio come nel nostro caso.

Di questi episodi, me ne parlò qualche anno fa prima di passare a miglior vita, alla veneranda età di 103 anni, Augusto Rossi il mitico barbiere, il quale all’epoca aveva 9 anni e faceva il chierichetto. Il momento più emozionante della celebrazione, non poteva che essere il ricordo delle 5 vittime del sisma. Nel mese di febbraio scorso, ebbi modo di accompagnare nel centro storico di Paganica, una ventina di studiosi universitari svizzeri di Locarno coadiuvati dalla prof.ssa Lina Calandra dell’università di Scienze Umane dell’Aquila. Ebbene gli studiosi nel vedere tanta distruzione mi chiesero, quanti fossero stati i morti a Paganica; rimasero increduli quando gli dissi che le vittime furono cinque! Si, in effetti rispetto alle abitazioni distrutte, sembrano pochi, anche se sono stati comunque troppi, ma dobbiamo ricordare che per nostra fortuna quella notte a torto o ragione, passò il messaggio di Giuliani che aveva nel paese persone di riferimento, le quali passarono casa per casa nel centro storico invitando le persone ad uscire dalle loro abitazioni. Queste le cinque vittime nel nostro territorio:

De Vecchis Panfilo di 86 anni, lui nei giorni precedenti il 6 aprile, diceva di non aver paura del terremoto, dopo ciò che aveva vissuto in 42 mesi di prigionia in Russia durante la seconda guerra mondiale, tornando poi a piedi dalla Siberia a Paganica. Quando la sera precedente ci fu la scossa delle 23, sua figlia con il marito si precipitarono a casa sua nel centro storico, per condurlo alla loro casa di recente costruzione, ma lui non acconsentì e di ciò io ne fui testimone!

Boshti El Sajei, poco più di 4 anni di origine albanese, si era salvato insieme ai genitori uscendo dalla casa semidistrutta, quando un coppo venuto giù dal tetto della stessa lo ha investito mortalmente. Il bimbo andava all’asilo con una mia nipotina, la quale ancora oggi crede che El Sajei , “l’amichetto che la spingeva sempre”, se ne è tornato in Albania!

Maria Assunta Antonucci 61 anni, madre Gemma, dal monastero della Beata Antonia dell’Aquila si era trasferita dal 1997 all’ex convento dei frati a Paganica per rimettere in piedi il convento di Santa Chiara dove oggi sono le Clarisse. Ricordo che quella che era la camera della Badessa, per anni è stata la mia aula quando nei primi anni 60 frequentavo l’avviamento agrario e nelle pareti lungo le crepe c’erano fissati dei vetri che dovevano fungere da allarme in caso di terremoti.

Elena Papola 75 anni abitava in Via dei Frati in una modesta casa restaurata con tanti sacrifici da suo marito Gino, di cui ancora vivo era il dolore poiché venuto a mancare pochi mesi prima del sisma. Gino molto noto a Paganica in quanto amante della musica, già dagli anni 50 membro dell’orchestra “Valleverde” e poi da sempre a servizio della banda di Paganica, passione questa tramandata ai suoi figli.

Infine Silvana Alloggia, di 66 anni madre di tre figli,dopo essere andata in pensione, aveva acquistata e poi fatta ristrutturare una vecchia casa a Paganica in Via Casarza, una traversa della più nota Via dell’Ulivo, dove risiedeva da solo due mesi.

Nel pomeriggio, “l’occupazione” della piazza è proseguita con un dibattito, “Paganica incontra i Paganichesi”, durante il quale l’orgoglio paganichese si è riacceso per non tradire la storia del suo passato.

Raffaele Alloggia

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