L’AQUILA – Si chiude la 7^ edizione di L’Aquila Film festival. La giuria ha premiato come vincitori del festival per la sezione dei lungometraggi: Come il vento di Marco Simon Puccioni Nelle sale italiane dal 28 novembre.
La storia di Armida Miserere, interpretata da Valeria Golino, la diret-trice del carcere di Sulmona morta suicida nel 2003.

Motivazione: Le premesse tematiche del film di Puccioni avreb-bero potuto restituirci una riflessione nell’ambito del cinema “carcerario” che vanta molti pregevoli esempi (da Sing Sing a Fuga da Alcatraz), invece il regista ha saputo offrirci una storia originale.

Questo grazie al punto di vista di una donna direttrice di un carcere, Armida Miserere, che si confronta con le amarez-ze della vita personale e professionale. Un film che indaga nella quotidianità della protagonista, una intensa ed efficace Valeria Golino, attraverso una macchina da presa vicinissima ai suoi occhi alle sue emozioni, lasciando spazio alla riflessione dello spettatore, su una storia poco conosciuta e rappresentativa di tante silenziose battaglie.

Menzione speciale per Il terzo tempo di Enrico Maria Artale
perché capace invece di coinvolgere il pubblico grazie alla di-namicità della messa in scena e del montaggio, regalandoci un interessante esempio italiano di cinema dedicato allo sport.

Nella sezione dei Cortometraggi vincitori a pari merito

Efimera di Diego Modino (Spagna, 2012)
La qualità tecnica dei corti di questa edizione va sicuramente segnalata. Su tutti però spicca “Efimera” un esperimento che contamina tecniche e piani tematici. Nel corto si incontrano brutalità e fiaba che prendono la forma di un linguaggio cinematografico classico accanto all’utilizzo di ef-fetti visivi che restituiscono un’atmosfera che richiama “Il favoloso mon-do di Amélie”. Ma il corto non fa sconti allo spettatore lasciando che vio-lenza e innocenza convivano. Degna di nota l’interpretazione della gio-vane interprete che strappa più di una risata nella sequenza del balletto.

Baghdad Messi di Sahim Omar Kalifa (Iraq, Belgio, 2012)
Ancora un film che riflette sulla guerra e la sua inutilità. Anche qui sia-mo nell’ambito del cinema del reale.
Ciò che distingue il lavoro di Sahim Omar Kalifa da altri dello stesso ge-nere, oltre a una efficace messa in scena, è la capacità della regia e della sceneggiatura di mettere davanti agli occhi dello spettatore una storia di disumanizzazione famigliare. La guerra innalza la soglia del do-lore talvolta in modo parossistico.

Nella categoria dell’animazione

La nuit americaine di Joris Clertè e Pierre-Emmanuel Lyet (Francia, 2013)
Tra i pochi corti di animazione in concorso “La nuit americaine di Ange-lique” lascia il segno per il suo lavoro di riflessione sul cinema dal vero attraverso le risorse dell’animazione, rendendo omaggio ai primordi del-la storia delle immagini in movimento. Il film “Effetto notte” di Truffaut diventa il pretesto per un viaggio all’interno della macchina cinema e delle sue grandezze e illusioni.

La giuria è stata composta dagli allievi Scuola di Cinema:

Allievi del primo anno: Luca Antonetti , Marco Camilli, Jacopo Bruccule-ri, Federico Francioni, Arianna Vergari, Valentina Traini.
Coordinamento: Alessia Moretti

Il premio Cortorimet è stato assegnato dal pubblico a Curfew
di Shawn Christensen (USA), Oscar per il Miglior Cortometraggio

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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