L’AQUILA – E’ ormai da qualche mese che nel centro storico di Paganica, si lavora con l’intendo di chiudere le decine e decine di vicoli, con cancelli realizzati da tubi innocenti e pannelli di truciolato. Un lavoro che, fatto nell’immediato dopo sisma avrebbe avuto un senso, oggi, secondo molti cittadini è soltanto uno sperpero di risorse che dovrebbero invece essere impegnate per la ricostruzione delle abitazioni o quantomeno per ridare alla popolazione luoghi di aggregazione sociale molto ma molto carenti in paese in particolar modo per i nostri giovani. Questo tipo di lavoro fu chiesto ad alta voce dai cittadini, quando iniziarono a rubare di tutto nel centro storico, sono rare le abitazioni che ad oggi non siano state visitate dai ladri. Chi scrive, denunciò alla stampa locale, già dal mese di gennaio 2010 i primi furti nel centro storico di gronde e discendenti in rame, poi gli oggetti della civiltà contadina, all’interno di quelle cantine da sempre gelosamente custodite dalle persone anziane!  Persino un’ antico fontanile fu sradicato  e portato via in uno di questi vicoli oggi chiuso.  Come dice il proverbio, si chiudono i cancelli, dopo che sono uscite le vacche!  Si dice che per motivi di sicurezza, quando saranno messi i cancelli a tutti i vicoli, saranno  chiusi con dei lucchetti e chi avrà bisogno di entrare nella propria abitazione, dovrà essere autorizzato.  Ci chiediamo, chi da oltre quattro anni, si è preoccupato della sicurezza nel nostro centro storico visto che è stato da sempre penetrabile da ogni angolo.  Nel frattempo, i cancelli posti nei vicoli che danno sulle strade rese percorribili, di tanto in tanto si trovano a sbarrare il passaggio delle auto visto che attualmente sono legati con un semplice fil di ferro e qualcuno di esso, ha già i pannelli di truciolato spaccati, visto il tipo di materiale anche in relazione alla struttura metallica,  i cancelli si rendono di non difficile vulnerabilità.

Raffaele Alloggia

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