L’AQUILA – Un sipario che è già calato, prima ancora di salire, quello dell’Auditorium di Renzo Piano a L’Aquila.
Non vogliamo fare o alimentare polemiche ma essere solidali, con il Consigliere Comunale Vincenzo Vittorini che si è, a ragione, infuriato alla notizia della “virata” che hanno subito gli inviti per questa inaugurazione quando ha appreso, con comprensibile amarezza, della sostituzione di alcuni consiglieri ed assessori con i parenti delle vittime del terremoto.
Dalle volontarie defezioni da parte di alcuni consiglieri, al disappunto generalizzato per un evento che, sin dalle prime ore, era destinato a pochi (ma si dice i posti sono poco più di 200!) per arrivare agli errori commessi nei confronti di enti culturali che, come il Teatro L’Uovo, conservano in città un ruolo di tutto rispetto, seppur con mille difficoltà.
Sarebbero state sufficienti tutte le gaffe collezionate sino ad oggi nell’organizzazione e non era necessario andare a scomodare nuovamente le vittime del 6 Aprile 2009, anzi, semmai, sarebbe ora che qualcuno raccogliesse dallo sfogo del Dott. Vittorini il messaggio più importante: così come si è stati capaci di edificare in tempi record il pluricontestato Auditorium, auspichiamo ci sia altrettanta premura nel “cominciare” (più di tre anni di attesa possono bastare) a pensare ad un’opera che conservi imperituro il ricordo di chi ha pagato il prezzo più alto.

Morena Pasqualone, Il Segretario Provinciale dell’Udc

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