L’AQUILA – Dopo l’ulteriore conferma del Ministro Fabrizio Barca sull’utilizzo degli “stessi” 90 milioni che ormai da anni aleggiano senza mai approdare a nulla per il sostegno delle imprese, si profila un altro imminente pericolo.

L’Inps ha infatti affermato che esiste un tavolo nazionale tra lo stesso Ente, l’Inail ed i Ministeri del Tesoro e del Lavoro che si sta occupando delle modalità di interpretazione dell’abbattimento del 60% di tasse, tributi e contributi avvenuto nell’Area Cratere e che l’orientamento sarebbe quello di interpretare tale agevolazione come “aiuti di Stato”.

Va da sé che tale interpretazione costituirebbe per le imprese coinvolte non solo un’ulteriore beffa, ma un serissimo danno economico perché vorrebbe dire che quanto non versato sarà invece considerato proprio nell’ambito del de minimis (200.000 € in un triennio) e quindi nei citati 90 milioni che invece dovrebbero favorire la ripresa.

Non è chiaro, a questo punto, nemmeno il problema che si porrebbe in merito alle imprese che potrebbero già aver utilizzato fondi ricadenti nella disciplina del de minimis o che addirittura potrebbero aver già colmato il plafond previsto.

In quel caso, logica vorrebbe che si ricorresse alla restituzione materiale di quanto  sospeso e quindi all’annullamento di ogni beneficio previsto dalla riduzione della restituzione che sarebbe oltretutto ritenuta “ingiustificata” e quindi richiesta in tempi rapidi e con pesanti penalizzazioni.

La nostra Associazione ha già fatto presente questa situazione sia all’Amministrazione Comunale che ad alcuni parlamentari abruzzesi ma occorre un’azione forte per far sì che si venga a capo di questa vicenda e, se confermata, si agisca subito per non ritrovarci, al solito, a ricorrere ad un provvedimento tampone all’ultimo istante, metodologia che ha sempre contraddistinto le fasi successive al terremoto del 6 aprile.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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