L’AQUILA –  “Le parole, si dice, a volte pesano come pietre. E pietre sono le parole nei confronti del mondo dell’informazione che ieri l’ex prefetto dell’Aquila, ora responsabile della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, ha pronunciato nell’aula del Tribunale del capoluogo, nelle vesti di testimone del processo alla commissione Grandi rischi”. Lo afferma, in una nota, l’Ordine regionale dei giornalisti d’Abruzzo. “A leggere i resoconti di stampa, in sostanza, Gabrielli avrebbe scaricato sulla stampa responsabilita’ che gravano invece su altri: su quegli organi dello Stato cui spetta vigilare sulla sicurezza e l’incolumita’ dei cittadini. In quei giorni del 2009 dalle fonti ufficiali (Protezione civile, commissione Grandi rischi) filtrarono informazioni spesso confuse, talvolta contraddittorie, non sempre lineari: basta rileggere il verbale della commissione Grandi rischi del 31 marzo 2009 – rileva l’Ordine dei giornalisti – facilmente reperibile online, per avere un quadro realistico dell’incertezza piu’ assoluta che regnava tra i suoi componenti in ordine ai possibili sviluppi dello sciame sismico. Poi, come tutti sanno, le cose andarono in un certo modo: centinaia di morti, la citta’ dell’Aquila distrutta, una ricostruzione che a tre anni di distanza stenta a decollare. In quelle ore concitate e difficili, di fronte alle domande angosciose e incalzanti poste dall’opinione pubblica, i giornalisti hanno provato semplicemente a fare nel migliore dei modi il loro lavoro. Punto. Nelle aule di giustizia, Gabrielli lo sa – afferma infine l’Ordine – oggi ci si chiede se quegli eventi luttuosi fossero evitabili, se esistano responsabilita’ di organi dello Stato nella gestione di quelle vicende. Non di altro. Sara’ bene tenerlo presente”.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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