L’AQUILA – In anteprima le telecamere di Aquila Tv sono riuscite ad entrare nella Chiesa della Madonna d’Appari a Paganica. Il recupero strutturale, fortemente voluto e seguito dal vicecommissario per la tutela ai beni culturali, Luciano Marchetti, e’ stato finanziato dal progetto “Una Chiesa per Natale”, mentre il restauro degli affreschi e’ stato possibile grazie alla banca di Credito Cooperativo di Anagni, che ha finanziato l’intervento .La cerimonia di riapertura del santuario e’ prevista invece per sabato 15 ottobre alle 11.00 con la benedizione dell’arcivescovo Molinari.

“La riapertura del santuario della Madonna d’Appari e’ un momento di gioia per tutti i paganichesi e per tutta la comunita’ diocesana. E’ il santuario in cui vengono celebrati tanti matrimoni dei giovani della nostra diocesi. Pertanto – dice Molinari – voglio rivolgere un grazie al Signore e affidare alla protezione e allo sguardo materno di Maria venerata in quel santuario, tutti gli sposi e le famiglie della nostra diocesi e tutta la nostra Chiesa dell’Aquila in questi giorni cosi’ sofferente. Che la Madonna ci aiuti a fortificare la speranza e interceda per noi perche’ possiamo avere quella fortezza che ogni cristiano che vive dello Spirito non puo’ non avere”.

“Un gioiello del patrimonio artistico dell’Abruzzo colpito dal terremoto del 6 aprile restituito alla comunita’ aquilana. Grazie all’impegno delle istituzioni e alla generosita’ delle donazioni, oggi anche gli affreschi all’interno del Santuario sono di nuovo visibili a tutti ed e’ stata finalmente restituita la fruibilita’ alla visita del pubblico di un patrimonio straordinario”. Lo ha dichiarato il Commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che e’ intervenuto oggi alla conferenza stampa per la riapertura del Santuario della Madonna d’Appari a Paganica. E’ un monumento “adottato” dalla banca di Credito Cooperativo di Anagni, che ha finanziato un intervento sugli apparati decorativi con un contributo di 130 mila euro. Il recupero strutturale dell’edificio e’ stato invece finanziato con circa 52 mila euro del progetto “Una Chiesa per Natale”, curato dalla Struttura del Vice Commissario per la tutela dei Beni culturali, Luciano Marchetti. I lavori, progettati e diretti dalla storica d’arte Biancamaria Colasacco, della struttura del Vice Commissario, sono stati eseguiti dalla Societa’ Cooperativa CBC (Conservazione beni culturali) di Roma. Gli affreschi completamente restaurati prima del 2000, dopo il sisma sono stati messi in sicurezza con un provvidenziale intervento ad opera del gruppo ReSET recuperando frammenti caduti a terra e velinando porzioni pericolanti. La generosa sponsorizzazione della banca di Credito Cooperativo di Anagni ha consentito di sanare a fondo i distacchi presenti un po’ ovunque con una puntuale opera di consolidamento; sono stati altresi’ trattati i frammenti caduti e ricollocati ed e’ stata effettuata un’attenta revisione estetica del testo pittorico. Uno sguardo particolarmente attento ha riguardato i problemi conservativi degli affreschi legati all’ubicazione stessa del santuario, incastonato nella roccia. Da rilevare la partecipazione fattiva dei membri del Comitato della Madonna d’Appari che si sono spesi a vario titolo per portare il loro contributo. Parte del finanziamento e’ stato altresi’ utilizzato per una straordinaria manutenzione dell’organo storico, anch’esso gia’ restaurato, che e’ complemento indispensabile delle celebrazioni liturgiche. “E’ stato possibile riparare tutti i danni strutturali provocati dal sisma ed e’ stata consolidata la facciata” ha detto il Vice Commissario Marchetti. Come ha spiegato l’architetto Corrado Marsili, che ha coordinato i lavori, “sono state collocate delle fasce metalliche nella parte alta della chiesa, per bloccare e dare consistenza alle murature. Inoltre sono stati riparati i danni alla prima volta a vela non affrescata (il distacco della muratura e la lesione) e poi la volta e’ stata rinforzata”. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Anagni, Cataldo Cataldi.

 

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