L’AQUILA – Il consiglio comunale, riunito ieri pomeriggio a palazzo dell’Emiciclo, ha discusso la delibera riguardante il cambiamento di destinazione d’uso dell’area  e del relativo complesso immobiliare sito in viale Rendina e adibito, fino alla data del sisma, a sede Inps. La deliberazione conteneva  la proposta di definire la zona, oggi ricadente in parte anche in area a verde pubblico e in area di ristrutturazione del capoluogo, come destinata in tutte le sue parti ad “attrezzature generali direzionali”. La delibera è stata respinta con 15 voti contrari, 10 favorevoli e 3 di astensione. L’assessore all’Urbanistica Roberto Riga, relatore anche della precedente proposta di deliberazione, ha deciso di ritirare la seconda delibera relativa, parimenti, alla mutazione di destinazione d’uso dell’area situata in via Filomusi Guelfi e adibita, sempre fino alla data del sisma, a sede dell’Agenzia delle Entrate, onde consentire agli uffici di apportare approfondimenti e integrazioni al testo.

Durante i lavori del consiglio è stata presentata una mozione urgente, proposta dal consigliere Antonello Bernardi (Pd) e sottoscritta da tutti i consiglieri comunali, per impegnare il sindaco ad attivarsi presso le sedi competenti affinché vengano reperite le risorse (da individuare tramite ordinanza di presidenza del consiglio dei ministri), per il rinnovo dei contratti, in scadenza al 30 giugno, ai quasi cento dipendenti a tempo determinato del Comune dell’Aquila assunti a seguito del sisma. Le ragioni dei lavoratori sono state illustrate in aula dal segretario regionale Uil Funzione pubblica Fabio Frullo. Il testo, su proposta dei consiglieri Fabio Ranieri (Pd), Giuseppe Bernardi (Sinistra per L’Aquila) ed Enrico Perilli (Prc), è stato emendato con un passaggio che inserisce anche il problema dei dipendenti co.co.co. in servizio al Comune, per cui si chiede la medesima attenzione ai fini della proroga dei contratti, anch’essi in scadenza al 30 giugno, e per la proroga della convenzione con la società Abruzzo Engeneering. La mozione è stata approvata all’unanimità dall’assemblea.

Il consigliere Enrico Verini (Fli) ha illustrato il testo di un’interrogazione sul Centro turistico del Gran Sasso, finalizzato ad avere chiarimenti, da parte dell’amministrazione comunale, in merito alla tempistica per la pubblicazione del relativo bando di privatizzazione, ai progetti di rilancio dell’azienda e a quali “strumenti intenda adottare per non perdere il finanziamento di 3 milioni di euro, da parte della Regione Abruzzo, per accedere al quale occorre presentare progetti entro il mese di luglio”. Il vice sindaco Giampaolo Arduini, nel sottolineare che la materia è di competenza del sindaco, impossibilitato a partecipare ai lavori del consiglio a causa dei postumi di un infortunio, ha ricordato l’attenzione dell’amministrazione nei confronti dell’azienda e l’impegno per un progetto che “porterà – ha dichiarato Arduini –  nelle casse del Ctgs 9 milioni di euro, provenienti da finanziamenti pubblici”.

L’assemblea ha approvato all’unanimità il regolamento per la costituzione della Consulta degli immigrati, che esplicherà la propria attività formulando proposte ed esprimendo pareri sugli atti di programmazione riguardanti le politiche per l’immigrazione e l’integrazione, promuovendo studi e ricerche di settore e approfondendo nuove tematiche di carattere tecnico o normativo. All’interno dell’organismo il sindaco, o l’assessore competente, ricoprirà il ruolo di presidente, mentre i componenti verranno designati dalle associazioni di immigrati riconosciute e pertanto iscritte al relativo albo della Regione Abruzzo. Ne faranno parte, inoltre, un consigliere di maggioranza e uno dell’opposizione. Gli assessori competenti per materia ne saranno  comunque membri, mentre saranno esclusi i rappresentanti di associazioni di immigrati che ricoprono incarichi politici, poiché tale circostanza è causa di incompatibilità. La durata in carica della consulta e dei suoi componenti coincide con quella del consiglio comunale. 

Il consiglio ha dato il via libera anche all’ordine del giorno, proposto dal consigliere Luigi Faccia (L’Aquila città unita), con il quale si esprime “solidarietà ai 26 dipendenti dell’Agenzia del Demanio e alle loro famiglie che, con un atto di forza e in violazione di qualsiasi diritto, devono abbandonare L’Aquila in maniera definitiva”, a seguito del trasferimento degli uffici a Pescara.

Approvato, infine, l’ordine del giorno, presentato dal consigliere Emanuele Imprudente (Mpa), con il quale si impegna il sindaco ad attivarsi presso le sedi ministeriali competenti affinché venga potenziato l’organico in servizio al comando dei Vigili del Fuoco, in ragione delle persistenti emergenze e necessità determinatesi a seguito del sisma del 6 aprile 2009.

La risposta dei precari: “Siamo grati ai consiglieri ma su di noi sono state dette falsità”

Ringraziamo l’intero consiglio comunale, che ieri ha votato la mozione per il rinnovo dei contratti ai precari e, soprattutto, l’emendamento che inseriva tra questi ultimi anche i lavoratori con contratto di collaborazione coordinata (co.co.co.), emendamento presentato dai consiglieri Giuseppe Bernardi ed Enrico Perilli e accolto dal consigliere Antonello Bernardi, proponente della mozione. Li ringraziamo per aver riconosciuto il diritto del lavoro anche a noi, gli invisibili, i precari tra i precari. Quelli che ieri, dentro e fuori dall’aula, qualcuno ha definito i lavoratori assunti “per intuitus personae” oppure i dipendenti che non hanno vincolo di orario e perciò “fanno come gli pare”. Mancava poco che ci definissero “la vergogna del Paese”, o almeno del Comune.

Siamo grati ai consiglieri che non si sono fatti fuorviare, che hanno deciso comunque di dare pari dignità a tutti i precari. I co.co.co., tutti con qualifiche specifiche, lavorano in uffici strategici, alcuni hanno iniziato subito dopo il sisma e, col tempo, sono diventati gli unici in grado di destreggiarsi nella selva dei regolamenti e delle ordinanze. Sono quelli che spesso svolgono servizi essenziali, quelli che hanno  gli stessi obblighi dei lavoratori dipendenti, a tempo determinato o no, a cominciare dagli orari di lavoro, ma non gli stessi diritti. Perciò niente ferie, niente malattia, niente maternità, niente straordinari. Figli di un dio minore, gente che non ha avuto neanche l’accortezza di farsi una tessera di partito, o di un sindacato, e quindi non ha voce e non ha volto. Ma la nostra voce, e i nostri volti, li conoscono bene i cittadini aquilani che quotidianamente si rivolgono a noi per mille problemi, che ci vedono agli sportelli (altro che fare come ci pare), che conoscono, loro sì, i nostri nomi.

Pierpaolo Pasolini scriveva “…come il servo può essere felice odiando chi è, come lui, legato”. Le guerre tra sventurati non pagano, i legami si sciolgono con la coesione.

Almeno nella mozione di ieri, per fortuna, come lavoratori eravamo tutti uniti.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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