L’AQUILA – Riceviamo e pubblichiamo

Intervengo ancora sulla proposta di federazione delle Università dell’Aquila e di Teramo per precisarne ulteriormente le motivazioni e per definirne meglio le finalità, cercando di fugare – qualora ce ne fosse ancora bisogno – ogni dubbio su recondite ambizioni di annessione o fusione dei due Atenei.

La riforma dell’Università, nelle intenzioni del Governo, intende inserirsi in un più vasto progetto di revisione dell’assetto delle pubbliche amministrazioni secondo”principi di efficacia e di efficienza, trasparenza e meritocrazia”. Coerentemente con questa impostazione, il testo di legge prevede la possibilità di federazione di Atenei, allo scopo di garantirne il miglioramento della “qualità, l’efficienza e l’efficacia dell’attività didattica, di ricerca e gestionale», mediante l’ottimizzazione dell’«utilizzazione delle strutture e delle risorse”.

Pur non avendo mai nascosto le mie perplessità su molti contenuti della riforma, ho sempre ritenuto la prospettiva federalista uno dei suoi punti più qualificanti, che dovrebbe essere presa seriamente in considerazione per gli Atenei di Teramo e L’Aquila per le opportunità che potrebbero derivarne. Questa prospettiva federalista dovrebbe essere perseguita gradualmente, innanzitutto a partire dal punto di vista amministrativo-gestionale, al fine di creare strutture e servizi comuni, in grado di ottimizzare le risorse destinate al funzionamento della “macchina amministrativa”. La mia visione di “Atenei federati” prevederebbe peraltro il mantenimento dei rispettivi organismi accademici dei due Atenei, che rimarrebbero ben distinti.

Un’unica e più efficiente struttura amministrativa potrebbe liberare risorse da investire per qualificare meglio l’offerta formativa e lo sviluppo di un’attività di ricerca di eccellenza e potrebbe determinare l’acquisizione di ulteriori risorse, dal momento che la stessa legge Gelmini prevede (art. 2 comma 12) proprio “il rispetto dei principi di semplificazione, razionale dimensionamento delle strutture, efficienza ed efficacia …tra i criteri di valutazione delle università ai fini dell’allocazione delle risorse…”.

In tale prospettiva, dunque, la federazione ammnistrativo-gestionale rappresenterebbe la base privilegiata sulla quale verificare in primo luogo la reale compatibilità tra i due Atenei e, successivamente, costruire le strategie federative per determinare la necessaria massa critica di personale, di strutture e di risorse in grado di valorizzare ulteriormente le eccellenze presenti nei due Atenei.

Di qui, dunque, la finalità fondamentale che la mia proposta persegue: quella di costituire, intorno all’economia della conoscenza, un nuovo sviluppo socio-economico e culturale per tutte le aree interne abruzzesi, dalla Marsica, all’Aquila a Teramo. La condizione indispensabile, come dimostrano molti esempi presenti anche nel nostro Paese, è proprio la presenza di un’Università forte e rappresentativa, come potrebbe essere quella federata l’Aquila-Teramo. Questa prospettiva federalista deve chiaramente essere approfondita e discussa in tutti i possibili consessi interni od anche esterni al sistema universitario, ma sarebbe un errore rigettarla a priori, perché può rappresentare un’opportunità preziosa e vitale per lo sviluppo di tutto il territorio abruzzese.

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Registrazione Tribunale dell’Aquila n.560 del 24/11/2006 – PI 01717150666

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