martedì, 21 ottobre 2014 04:09:36

CHIODI:”HO FATTO TUTTO,VADO VIA”. E INVIA LETTERA A MONTI

venerdì, 06 luglio 2012

L’AQUILA - “E’ tutto vero, ho esaurito il mio compito e vado via”. Raggiunto telefonicamente da AquilaTv l’ormai ex Commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi conferma la notizia delle dimissioni che oggi ufficializzerà in una nota al Premier Mario Monti.

“Ieri sono stato a Roma – spiega – per ultimare la legge per L’Aquila che a mio parere non risolve tutti i problemi, mancano per esempio i fondi per le seconde case indipendenti ma ora di questo deve occuparsene il sindaco Cialente, io ho esaurito il mio mandato”.

Chiodi è sereno e soddisfatto. “Ho fatto tutto quello che potevo fare – prosegue – L’Aquila ha avuto la decurtazione delle tasse, il regime ‘de minimis’, il contributo pieno per la ricostruzione dell’ abitazione principale, cioè il 100 per cento, mentre non è andata così alle popolazioni dell’Emilia”.

Chiodi insiste sull’essere stato un “uomo di parola” avendo concluso e mantenuto tutte le promesse fatte agli aquilani. “Ho fatto tutto quello che potevo e che avevo promesso – chiude – non mi si può rimproverare nulla e il trattamento riservato ai terremotati dell’Emila conferma che noi dal Governo siamo stati trattati con i guanti bianchi”.

ECCO LA LETTERA INVIATA AL PREMIER MARIO MONTI

E nella tarda mattinata Chiodi ha reso noto la lettera a Monti in cui spiega il perché lascia l’incarico, lettera che pubblichiamo integralmente. Nella missiva l’ex commissario alla ricostruzione rifà la storia degli avvenimenti che hanno caratterizzato la fase dell’emergenza post sisma e qualla iniziale della ricostruzione. ha messo in evidenza lo “sforzo titanico da parte dello Stato”, e aggiunge che solo dopo 6 mesi tutti gli aquilani ebbero un tetto e come 17.000 studenti furono in grado di rientrare a scuola e all’università.

Poi la ricostruzione leggera con l’apertura di 11.000 cantieri e il rientro a casa di 35.000 aquilani. E ancora i problemi dei centri storici, i piani di ricostruzione, la messa in sicurezza degli edifici scolastici, la ricostruzione pesante nella periferia e nelle aree a breve, i finanziamenti alle imprese. Infine la decisione di lasciare prima della scadenza concordata col ministro Barca per “agevolare le istituzioni locali che dovranno ricostruire i centri storici”.

Con Chiodi andrà via anche il Coordinatore della Struttura Tecnica di Missione Gaetano Fontana e tutte le competenze in materia di ricostruzione passeranno alle autonomia locali e ai nuovi Uffici territoriali per la ricostruzione, che devono essere istituiti dai Comuni.

Gli Uffici territoriali per la ricostruzione si avvalgono del supporto di Reluis e di Cineas per l’attività di formazione del personale tecnico messo a disposizione dai Comuni, per poi gestire in autonomia le richieste di contributo.

GOVERNO CHIUDE LO STATO DI EMERGENZA

Il Consiglio dei ministri di oggi, vista la necessita’ di porre fine in tempi rapidi allo stato di emergenza dichiarato a seguito del terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, ha approvato un emendamento nella legge di conversione del Decreto-legge che contiene misure per la crescita del Paese, all’esame della Camera dei Deputati.

Si tratta, si legge sempre nel comunicato finale diffuso da Palazzo Chigi, di un testo che recupera alcune delle misure gia’ in discussione in Parlamento, formulate nel testo unificato pendente in VIII Commissione della Camera dei deputati e nel disegno di iniziativa popolare, e che dispone: la cessazione dello stato di emergenza e delle relative strutture commissariali; la gestione della ricostruzione e dello sviluppo dei territori interessati dal sisma mediante il ritorno al sistema delle competenze ordinarie, appositamente rafforzato, al fine di garantire la qualita’ delle opere e il bilanciamento tra interessi locali e interessi nazionali; l’introduzione di norme finalizzate a garantire la trasparenza e l’efficienza dei contratti e del lavoro, l’accelerazione delle procedure, nonche’ il rispetto dei tempi di esecuzione nella fase di ricostruzione e sviluppo dell’area.

La cessazione dello stato di emergenza e il recupero della gestione ordinaria, sottolinea la nota, determinano un risparmio di spesa corrente quantificabile in 21 milioni di euro annui. Inoltre comportano certezze e qualita’ di lavoro per il personale che sara’ impegnato nella ricostruzione.

In tal modo, prosegue la nota di Palazzo Chigi, si individua il percorso per il rilancio dei territori coinvolti nel sisma del 2009, garantendo la crescita, lo sviluppo e la competitivita’ nei settori delle infrastrutture e dell’edilizia e offrendo un rinnovato impulso al sistema produttivo abruzzese. Il ministro per la cesione territoriale, Fabrizio Barca, nel presentare la proposta, ha illustrato lo stato positivo dell’attivita’ per la ricostruzione privata nelle aree diverse dai centri storici, frutto dell’operato del Commissario per la ricostruzione.


LE TAPPE:


COMMISSARIO OPERA FINO AL 15 SETTEMBRE

Nel decreto alla firma, il punto 2, conferma che “continuano ad operare sino alla data del 15 settembre 2012, al solo fine di consentire il passaggio delle consegne alle amministrazioni competenti in via ordinaria, il Commissario delegato per la ricostruzione, tutti gli uffici, le strutture, le commissioni e qualsiasi altro organismo costituito o comunque posto a supporto del Commissario delegato.

IL PERSONALE CONTINUA AD OPERARE FINO AL 31 DICEMBRE

In ragione della necessità di procedere celermente nelle azioni di sostegno alla ricostruzione dei territori, nonché di assicurare senza soluzione di continuità l’assistenza alle popolazioni colpite dal sisma, il personale con contratti di lavoro a tempo determinato o comunque flessibile in servizio presso Comuni, Province e Regione Abruzzo, assunto sulla base delle Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri adottate in attuazione del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39 convertito in legge 24 giugno 2009, n. 77, continua ad operare, fino al 31 dicembre 2012, presso le medesime amministrazioni.

15 SETTEMBRE: CHIODI FORNISCE RELAZIONE INTERVENTI

Il Commissario delegato per la ricostruzione fornisce al Presidente del Consiglio dei Ministri, entro il 15 settembre 2012, una relazione dettagliata sullo stato degli interventi realizzati e in corso di realizzazione, della situazione contabile e una ricognizione del personale ancora impiegato, ad ogni titolo, nella emergenza e nella ricostruzione.

16 SETTEMBRE: LA RICOSTRUZIONE PASSA ALLE AUTONIME LOCALI

A decorrere dal 16 settembre 2012, la ricostruzione e ogni intervento necessario per favorire e garantire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite dal sisma del 6 aprile 2009, sono gestiti sulla base del riparto di competenze previsto dagli articoli 114 e seguenti della Costituzione, in maniera da assicurare prioritariamente il completo rientro a casa degli aventi diritto, il ripristino delle funzioni e dei servizi pubblici, l’attrattività e lo sviluppo economico-sociale dei territori interessati, con particolare riguardo al centro storico monumentale della Città di l’Aquila.

30 SETTEMBRE: ECONOMIE COMMISSARIO SONO VERSATE AI COMUNI

Entro il 30 settembre 2012 le residue disponibilità della contabilità speciale intestata al Commissario delegato per la ricostruzione sono versate ai Comuni, alle Province e agli Enti attuatori interessati, in relazione alle attribuzioni di loro competenza per le quote stabilite con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, su proposta del Ministro delegato per la Coesione territoriale.

IL PERSONALE AL COMUNE DELL’AQUILA E COMUNI CRATERE

Al fine di fronteggiare la ricostruzione conseguente agli eventi sismici verificatisi nella Regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009, il Comune di l’Aquila e i Comuni del cratere sono autorizzati, in deroga a quanto previsto dall’articolo 76, commi 4 e 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133, ad assumere a tempo indeterminato complessive 200 unità di personale, previo esperimento di procedure selettive pubbliche, di cui fino a 128 unità assegnate al Comune di l’Aquila e fino a 72 unità assegnate agli altri Comuni del cratere. In considerazione delle suddette assegnazioni di personale è incrementata nella misura corrispondente la pianta organica delle amministrazioni interessate.

PERSONALE MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Al fine di fronteggiare la ricostruzione conseguente agli eventi sismici verificatisi nella Regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti è autorizzato, in deroga a quanto previsto dall’articolo 76, commi 4 e 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133, ad assumere a tempo indeterminato complessive 100 unità di personale, previo esperimento di procedure selettive pubbliche. Tale personale è assegnato fino a 50 unità agli Uffici speciali di cui al comma 3, fino a 40 unità assegnate alle Province interessate, fino a 10 unità assegnate alla Regione Abruzzo.

Alla cessazione delle esigenze della ricostruzione e sviluppo del territorio coinvolto nel sisma del 6 aprile 2009, tale personale torna all’Amministrazione per finalità connesse “calamità e ricostruzione”, secondo quanto disposto con apposito regolamento ai sensi dell’art. 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400. In considerazione delle suddette assegnazioni di personale è incrementata nella misura corrispondente la pianta organica delle amministrazioni interessate.

I CONCORSI

Le procedure concorsuali sono bandite e gestite dalla Commissione per l’attuazione del progetto di Riqualificazione delle Pubbliche Amministrazioni di cui al decreto interministeriale del 25 luglio 1994, su delega delle Amministrazioni interessate. La Commissione giudicatrice sarà designata dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

50% POSTI A PERSONALE CON ESPERIENZA NELLA RICOSTRUZIONE

Sono definiti, sentito il Ministro della Funzione pubblica, le categorie e i profili professionali dei contingenti di personale, i requisiti per l’ammissione alle procedure concorsuali, la possibilità di una quota di riserva in misura non superiore al 50 per cento dei posti banditi, a favore del personale che abbia maturato un’esperienza professionale di almeno un anno, nell’ambito dei processi di ricostruzione, presso la Regione, le strutture commissariali, le province interessate, il comune di l’Aquila e i comuni del cratere a seguito di formale contratto di lavoro, nonché le modalità di assegnazione del personale agli enti di cui al comma 5. Gli uffici periferici delle amministrazioni centrali operanti sul territorio della regione Abruzzo interessati ai processi di ricostruzione, sono potenziati attraverso il trasferimento, a domanda, del personale in servizio, nei medesimi ruoli, presso altre regioni qualunque sia il tempo trascorso dall’assunzione in servizio nella sede dalla quale provengono, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

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