giovedì, 18 dicembre 2014 13:24:36

CONFINDUSTRIA GRAN SASSO,  EVITATO UN ALTRO ‘SCIPPO’

mercoledì, 20 giugno 2012

L’AQUILA- L’operazione è servita per sventare un altro scippo. Dietro le quinte della ‘rappresentazione perfetta’ che ha portato alla nascita di ‘Confindustria Gran Sasso’ al Centro direzionale dei Laboratori di Fisica Nucleare ad Assergi (mai location fu più indovinata), ci cela in realtà l’intenzione di opporsi allo strapotere dell’asse industriale Chieti - Pescara, e al tentativo di una parte di Confindustria Abruzzo di trasferire proprio a Pescara la sede regionale dell’Associazione. Sarebbe nato per questo l’asse L’Aquila – Teramo, con Fabio Spinosa Pingue grande stratega per fermare questa nuova strategia che prefigura un’altra spoliazione ai danni del capoluogo. Perché il tentativo di spostare tutto sulla costa esiste eccome. Guardare, osservare, riflettere per credere. Da quando è stato eletto Mauro Angelucci presidente regionale, sono diventate sempre più frequenti le riunioni di Confindustria Abruzzo a Pescara, col pretesto di dare maggiore visibilità all’Associazione. Sulla costa, questo il pretesto, ci sono più televisioni private, e maggiore è la possibilità di copertura per la Rai che altrove arriva sempre tardi. Dunque visibilità assicurata per gli imprenditori, dice lo staff di Angelucci, visibilità di cui c’è bisogno specie in questo momento. Di più. Ci sarebbero stati sondaggi discreti presso i vertici nazionali dell’Associazione confindustriale per mettere in discussione l’attuale assetto in Abruzzo. Sarebbe stato Paolo Primavera, presidente di Confindustria Chieti, a fare la ‘proposta indecente’: “Le imprese che contano, avrebbe affermato, sono nella nostra provincia, quindi è giusto che se ne prenda atto”. Un modo per dire: trasferiamo la sede regionale a Pescara o, come al solito, a metà strada tra Chieti e Pescara. Soluzione che sarebbe gradita, quest’ultima, anche a una parte dei sindacati, ma non all’Ugl che ha approvato la nascita di Confindustria Gran Sasso (leggi documento che segue). Sindacati che però non escono allo scoperto perché in questo momento non è ‘politicamente corretto’ un altro scippo ai danni dell’Aquila, che poi sarebbe la prima, vera spoliazione del dopo terremoto.

E’ nata da questa situazione, poco chiara e obliqua, la strategia di Fabio Spinosa Pingue, agguerrito presidente di Confindustria L’Aquila, che ha trovato subito una sponda in Salvatore Di Paolo e in Confindustria Teramo che insieme si sono inventati Confindustria Gran Sasso, il nuovo polo che raggruppa 800 imprese e 25.000 dipendenti. L’unione fa la forza, insomma. Una mossa azzeccata: maggiore qualità nei servizi alle aziende e più visibilità anche nei media. Un’operazione indovinata, fatta al momento giusto. L’Aquila sta per diventare il più grande cantiere edile d’Europa e si prepara ad accogliere qualcosa come 10.000 dipendenti. Non a caso Massimo Cialente, il sindaco del capoluogo, prevede che alla fine della ricostruzione L’Aquila avrà quasi centomila abitanti e dovrà essere pronta a raccogliere le sfide della modernità alleandosi con i territori che le sono contigui. Ecco, Confindustria Gran Sasso nasce sull’onda del rinnovamento. Il terremoto, oltre alla tragedia e ai lutti, ha aperto la strada a nuove prospettive che hanno già concretezza. Spinosa Pingue e Di Paolo lo hanno capito e la sfida hanno voluto lanciarla in anticipo. Paolo Primavera e i vertici di Confindustria Abruzzo hanno dovuto benedirla sia pure ‘obtorto collo’. (G.D.R.)

L’UGL APPROVA LA NASCITA DEL NUOVO POLO

Il progetto Confindustria Gran Sasso, dice una nota dell’Ugl, che punta ad integrare i servizi, le azioni e le strutture delle due Associazioni (L’Aquila e Teramo), appare molto interessante e rappresenta una sfida da raccogliere anche in altri contesti. In un momento in cui tutti i territori sono chiamati a confrontarsi, non più e non solo a livello regionale o nazionale ma soprattutto a livello europeo, trovare nuove forme di aggregazione e di collaborazione appare un passaggio pressoché scontato.

  Una regione di appena 1.300.000 abitanti, che guarda con ambizione alla costituzione della macroregione adriatica,  è chiamata anche a promuovere al suo interno politiche di aggregazione, di condivisione di idee e di servizi, di razionalizzazione delle risorse anche al fine di evitare inutili doppioni. L’UGL Abruzzo, che già manifestò il proprio parere favorevole alla proposta di federazione tra le università di L’Aquila e Teramo, auspica che analoga iniziativa possa essere presa da Confindustria di Chieti e di Pescara.

“ANCHE NOI FAREMO LO STESSO” 

Per quanto ci riguarda proporremo al Segretario Generale Giovanni Centrella, in occasione del prossimo Comitato Confederale previsto per il 4 Luglio, di avviare un percorso che, pur garantendo l’autonomia territoriale, porti alla  fusione delle Segreterie Provinciali di L’Aquila con Teramo e di Chieti con Pescara. L’UGL è pronta a raccogliere questa sfida!

 

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