giovedì, 14 dicembre 2017 09:06:11

RICOSTRUZIONE, ELENCO IMPRESE AFFIDABILI? ENNESIMA INUTILE INIZIATIVA di Massimiliano Mari Fiamma*

martedì, 18 luglio 2017

Il tanto decantato elenco delle imprese “buone” che Usra e Usrc hanno varato a 8 anni e mezzo del terremoto, è una prassi che giunge in corso d’opera e senza alcuna reale efficacia se non introdurre nuove possibilità di ricorso per aziende escluse con inevitabili ritardi.
Innanzitutto richiama la white list della legge Barca che però non introduceva nessun obbligo, a differenza della cosiddetta legge “Pezzopane”, poi fa riferimento alla lista della Prefettura, che esiste da tempo e di risultati tangibili non ne ha mai portati.
Volendo però far finta di apprezzare la tardiva presa di posizione non possiamo però non rimarcare il fatto che, nell’elenco, risultano diverse aziende poste in concordato in continuità, la sciagura che noi, come Associazione, abbiamo cercato invano di scongiurare nel corso di questi anni.
Queste aziende risultano tra i papabili assegnatari di lavori pur avendo abbracciato una procedura (purtroppo legale data l’imperante ipocrisia normativa italiana) che ha consentito loro di pagare i creditori al 15/20% e produrre disastri economici in una miriade di piccole e medie imprese locali e presso tutti i fornitori di materiali e mezzi industriali della zona.
Solo nell’ambito dei ns. associati abbiamo registrato la chiusura di circa 35 aziende edili e affini e la riduzione del 20% del personale delle imprese di fornitura, ma nel complesso il fenomeno legato a queste pseudo buone imprese ha creato danni irreversibili che, a quanto pare, non sono ancora conclusi.
Ci chiediamo a questo punto se non sarebbe stato meglio lasciare tutto così come stava andando dato che finora con gli appalti privati non si sono registrate particolari problematiche (in percentuale comunque trascurabili) mentre i super controllati appalti pubblici a cui molti squali aspirano stanno invece impedendo del tutto la ricostruzione pubblica.
Di sicuro molte di quelle grandi imprese che hanno al soldo più avvocati che operai si saranno già attivate per portare carte nei vari tribunali al fine di rimettere tutto in gioco a spese dell’intera Città.
Il sistema L’Aquila, tanto criticato ma che nel bene e nel male ci ha condotto a rimettere in piedi una Città capoluogo e che oggi vede uno skyline costellato di gru all’opera, viene sempre e costantemente messo a rischio dalle sporadiche iniziative di questo o quell’ente, questo o quel politico, di questa o quella interpretazione di un giudice mentre tutti stanno a guardare.
Sarebbe ora di mettere mano alle prospettive ed alla riorganizzazione di un comprensorio fortemente mutato dopo le ricollocazioni post-sisma e non di rimettere sempre

*segretario generale Apindustria

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